2 giugno 2020
Aggiornato 14:00
La crisi del debito e la BCE

Crisi BCE, Ciampi: «Stark sempre durissimo con l'Italia»

«Ma in Italia lavorare con credibilità e urgenza sulla crescita». La Germania propone Asmussen per la sostituzione. Juncker: «Un ottimo candidato»

ROMA - Juergen Stark, il membro tedesco del comitato esecutivo della Banca centrale europea che si è dimesso ieri in polemica per l'acquisto dei titoli di Stato dei paesi della zona euro in difficoltà, «è un duro. Ha sempre avuto atteggiamenti molto severi e duri, anzi, durissimi verso di noi»: lo ricorda il Presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
«Ai tempi in cui mi trovai a negoziare il riaggancio della lira al sistema monetario europeo e successivamente il nostro ingresso nella moneta unica - afferma Ciampi in un'intervista al Corriere della sera - era uno sherpa finanziario di Helmut Kohl e poi un giovane sottosegretario. In alcune fasi di quelle complesse trattative, il ministro Theo Weigel ci fece lo scherzo di mandarci da lui. E non erano mai incontri facili. Non per nulla pretesi di bypassarlo». Ciampi ricorda l'episodio di quando il Governo italiano consegnò un sondaggio commissionato all'Abacus sull'atteggiamento favorevole dei tedeschi alla prospettiva dell'ingresso nell'euro dell'Italia. «La sua prima reazione non fu piacevol. Fece una risata, dicendo, 'Lo avete fatto nelle pizzerie di Francoforte?'. Qualcuno della delegazione gli replicò: ' Ti sbagli proprio, l'istituto scelto è quello federale'. Soltanto allora, mettendosi quelle carte in borsa, si fece attento e stette ad ascoltare. L'uomo era così. A quanto pare non è cambiato».
Ciampi, tuttavia, spiega: «Evito giudizi, tuttavia non mi stupisco che gli acquisti dei titoli di Stato di certi Paesi, tra i quali purtroppo il nostro, alimentino preoccupazioni suscitando correnti di pensiero contrarie. Data la crisi generale, in Europa bisogna superare un deficit di capacità governativa». E per l'Italia «non c'è dubbio: per salvarci dobbiamo lavorare subito su crescita e produttività. Con provvedimenti urgenti e credibili».

Berlusconi: «Dimissioni Stark? No comment» - «Non ho nessun commento da fare»: così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, arrivando ai festeggiamenti per il matrimonio del ministro Renato Brunetta, risponde ai cronisti che gli chiedono un commento sulle dimissioni di Juergen Stark, componente tedesco del board della Bce.

La Germania propone Asmussen per sostituire il dimissionario Stark - Il governo tedesco proporrà l'attuale sottosegretario alle Finanze, Joerg Asmussen, per sostituire il dimissionario Juergen Stark nella carica di principale economista della Banca Centrale Europea: lo ha annunciato il ministro delle Finanze di Berlino, Wolfgang Schaeuble.
Schaeuble ha proposto il nome del 45enne Asmussen, un social-democratico, nel corso di una conferenza stampa tenuta a Marsiglia dove è in corso un vertice dei Ministri delle Finanze del G8.

Juncker: «Asmussen sarebbe un ottimo candidato» - Sarebbe una scelta «molto buona» quella del vice ministro dell'Economia tedesco, Joerg Assmussen, in sostituzione del dimissionario Juergen Stark al Comitato esecutivo della Bce. Lo ha affermato il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, a margine del G7 delle Finanze a Marsiglia. Intanto lo stesso Juncker potrebbe a sua volta venire sostituito da un altro tedesco, quando a gennaio 2012 scadrà il suo mandato alla guida dell'Eurogruppo: dal ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, secondo il settimanale Focus.
Ieri proprio Schaeuble era intervenuto sulle dimissioni di Stark, affermando che la Germania avrebbe avanzato un candidati per la sua sostituzione.
Intanto potrebbe ridimensionarsi la portata destabilizzante delle clamorose dimissioni, rimbalzate all'avvio ieri del summit di Marsiglia. Vari esponenti dell'istituzione monetaria hanno insistentemente spiegato che la sua decisione è stata dettata da motivi personali. In particolare il presidente Jean-Claude Trichet: «Stark è un mio carissimo amico da tanti anni - ha detto -. Ha preso la sua decisione per motivi personali e io l'ho ringraziato profondamente per tutto quello che ha fatto alla Bce, istituzione a cui è interamente votato e alla quale è sempre stato fedele».

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