6 aprile 2020
Aggiornato 04:00
Manovra, tensioni nella maggiornaza

Alfano a Bossi: «Riforma pensioni bilanci i tagli agli enti locali»

Il Segretario del PDL: «Faremo un ultimo tentativo con la Lega» ma il Senatur lo gela: «Le pensioni non si toccano. Casini stronzo»

ROMA - La difesa delle pensioni da parte della Lega «è un evidente nodo politico». E' la consapevolezza di Angelino Alfano, segretario del Pdl, che domani cercherà di mettere d'accordo il partito sulle modifiche da apportare alla manovra, che martedì inizierà l'iter in commissione al Senato.
«Ma siccome non si può fare una crisi di governo, faremo un ultimo tentativo - afferma in un'intervista a La Stampa - per dire alla Lega che è ragionevole che vivendo più a lungo si vada in pensione più tardi e ciò senza mai toccare i diritti acquisiti di chi la pensione ce l'ha già. Fermo restando che è chiaro che ogni decisione sarà maturata insieme. Gli amici della Lega spero colgano che la riduzione dei tagli agli enti locali può essere bilanciata da un intervento sulla riforma delle pensioni».

«Aumento IVA rischioso per i consumi» - Sull'ipotesi di aumentare l'Iva «c'è un grande dibattito», osserva Alfano. «Se l'Iva consenta davvero di ammorbidire i tagli senza far contrarre i consumi, su se, insomma, valga davvero la pena. Ma c'è anche una questione di identità della manovra che deve, ahinoi, essere un mix di tagli e tasse e la Iva è di sicuro una tassa. Su questo tema bisognerà essere concreti e poco ideologici».

«No alla patrimoniale» - In merito alla proposta di Luca di Montezemolo di una patrimoniale sui grandi capitali, Alfano risponde: «A noi del Pdl le nuove tasse procurano l'orticaria e la patrimoniale è particolarmente odiosa perché incide su beni che già sono stati tassati anche più di una volta.Il presidente Berlusconi - prosegue - difende un principio liberale e sacrosanto di tutela dei cittadini dalla vessazione fiscale. E una deroga al principio gliela sta imponendo solo la crisi mondiale».

Alfano esclude poi una sostituzione di Tremonti: «Non esiste questo scenario. A Tremonti va dato atto di aver lavorato bene muovendosi fra paletti molto stretti. E in ogni caso non si cambia un giocatore, peraltro eccellente, all'ottantesimo della partita...».

Bossi: «Le pensioni non si toccano. Casini è uno stronzo» - «Ho chiamato Berlusconi e gli ho detto: le pensioni non si toccano. Gli ho detto: ci vediamo, parliamo, ci mettiamo d'accordo. Ma non toccare le pensioni, troveremo un'altra via». Lo ha detto il leader della Lega Umberto Bossi, parlando a un comizio ad Alzano lombardo, nella bergamasca.
«Noi le pensioni le abbiamo salvate, le ha salvate la Lega, nonostante quel che dice quello stronzo di Casini, che ho sentito stasera in tv - ha aggiunto Bossi - Casini ha detto che Berlusconi doveva intervenire sulle pensioni».
Bossi ha poi invitato Banca d'Italia, che «ha telefonato in Consiglio dei ministri per dire di tagliare da subito le pensioni», di «tagliarsi le loro, di pensioni, che sono altissime».
Le pensioni però secondo Bossi «non sono salve per sempre, perché quella gentaglia, i massoni, torneranno sempre a cercare di tagliarle. E noi li rintuzzeremo sempre».

Saglia: «Meno tagli ai Comuni in cambio dell'aumento dell'età pensionabile» - «Ora è il momento della responsabilità: approviamo la manovra perché è urgente. Siamo chiamati a rispettare impegni internazionali. Poi esiste un tavolo fra le parti sociali nel quale mettere a punto una serie di riforme che possano aiutare la crescita». È questo l'appello che Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega all'Energia, lancia a tutte le forze politiche in un'intervista a Il Messaggero.
Il sottosegretario lancia poi una proposta alla Lega: «Discutere di anticipare al 2012 l'innalzamento dei requisiti per le anzianità già previsto per il 2013 in cambio di qualche taglio in meno ai Comuni». Ma precisa che «questo confronto deve essere fatto nei modi previsti da una coalizione di due partiti: deve essere il segretario del Pdl, Angelo Alfano, a confrontarsi con Bossi».
«Come nel '92/'93, - conclude il Sottosegretario - il governo stia tentando di coinvolgere le parti sociali. In questo contesto noi possiamo offrire una riforma della giustizia civile e una serie di misure di semplificazione che possono aiutare le imprese a superare con maggiore agilità i momenti difficili che stanno arrivando».

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