13 novembre 2019
Aggiornato 22:30
Referendum Mirafiori

Cofferati (Pd): vertenza lontana dalla sua conclusione

L'europarlamentare del PD: «Difficile gestire una grande azienda senza tener conto dell'ampio dissenso»

ROMA - «Il voto al referendum di Mirafiori conferma paradossalmente che la vertenza Fiat è ben lontana dalla sua conclusione». Lo afferma l'europarlamentare del Pd, Sergio Cofferati.
«Da oggi - prosegue Cofferati - non sono in campo solo le contrarietà di un'organizzazione particolarmente rappresentativa come la Fiom che, non avendo condiviso l'accordo, è scontato che proseguirà nell'azione sindacale e nel conflitto per cambiarne i contenuti, a partire da quelli lesivi dei diritti individuali e collettivi. Il voto ha anche esplicitato l'esistenza di una larghissima area di contrarietà e sofferenza non prevista dai firmatari dell'intesa. E' difficile gestire una grande azienda complessa rimuovendo questo dissenso, ancor più quando è maggioritario nelle aree produttive e nelle figure professionali sulle quali maggiormente insiste l'accordo».

«Con grande coraggio - osserva - molti lavoratori non si sono fatti condizionare da inusitate pressioni e minacce di perdita del lavoro, segnalando con il voto la loro contrarietà. Questo coraggio fa ben sperare sulla possibilità di ripristino in un futuro vicino dei diritti oggi negati. Il consenso risicato e il malessere così acuto nelle aree del cambiamento dovrebbero consigliare 'Detroit' a riaprire il confronto per evitare il riproporsi del conflitto e per cercare un consenso duraturo».

«Ma a proposito di democrazia - aggiunge Cofferati - sarebbe un altro clamoroso arretramento quello che, secondo il ministro del Lavoro, dovrebbe discendere da Mirafiori. Dopo la mitizzazione strumentale del referendum, adesso si dovrebbe passare ad un sistema nel quale la firma delle organizzazioni basterebbe a dare validità ad un'intesa senza nessuna forma di voto disponibile per la valutazione da parte di chi lavora. E questo sarebbe il nuovo che avanza».