13 aprile 2024
Aggiornato 12:00
JOB&Orienta

Presentate dai ragazzi le esperienze di ASL e apprendistato

Alternanza scuola-lavoro e apprendistato: a Job le esperienze dei ragazzi nel loro primo approccio al mondo del lavoro

VERONA – Da sempre impegnata a offrire ai giovani strumenti e occasioni di orientamento per aiutarli costruire il proprio futuro, JOB&Orienta - mostra convegno sull’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro (Fiera di Verona, fino a sabato 27 novembre 2010) - ha dato voce anche quest’anno ai giovani di alcuni istituti impegnati in progetti di alternanza scuola-lavoro, intervenuti da protagonisti a raccontarne modalità e contenuti.
Una decina i progetti presentati da istituti di diverse regioni italiane, dalla Campania alla Puglia, dalle Marche al Lazio e alla Toscana, dal Veneto alla Lombardia: l’istituto d’istruzione superiore «G. Falcone» di Pozzuoli (Napoli), l’istituto tecnico «L. Pirelli» di Roma, il liceo classico «Raffaello» di Urbino, l’istituto tecnico «T. Buzzi» di Prato, l’istituto d’istruzione superiore «F. Bottazzi» di Casarano (Lecce), il liceo scientifico «L. Da Vinci» di Gallarate (Varese), il liceo scientifico «Vittorio Veneto» di Milano, infine l’istituto tecnico industriale «G.Galilei» di Conegliano (Treviso). (vedi allegato)

«L’alternanza scuola lavoro è una metodologia didattica che consente ai ragazzi di contestualizzarsi rispetto alla realtà, di orientarsi rispetto alle scelte di studio e di lavoro – ha spiegato Maria Grazia Nardiello, direttore generale MIUR-Istruzione e Formazione tecnica superiore e i Rapporti con i sistemi formativi delle Regioni -: Le esperienze di alternanza sono sempre più diffuse e coinvolgono in misura crescente, non solo gli istituti tecnici e professionali, ma anche i licei». I numeri parlano di 1331 gli istituti di secondo grado che hanno attivato progetti ASL nell’anno scolastico 2009-2010: al Nord 597, al Centro 410, al Sud e nelle isole 324. Nel dettaglio si tratta di 422 istituti professionali, 616 istituti tecnici, 28 istituti d’arte, 30 istituti magistrali, e ancora 235 licei. Complessivamente 71.561 gli studenti coinvolti, di cui 37.891 maschi e 33.670 femmine. Sono 29.728 le imprese (in prevalenza aziende piccole, da 1 a 9 dipendenti: 16.759) con una media di 2,53 alunni coinvolti in ciascuna di esse: 18.020 al Nord, al Centro 9.761 e infine al Sud e nelle isole 1.947 (Fonte Ansas-Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica - ex Indire).
Per il Veneto, sempre nello scorso anno scolastico, sono stati 129 i progetti ASL attivati (a cui si aggiungono 10 personalizzati) che hanno coinvolto 95 istituti e complessivamente 4.969 studenti (2.890 maschi e 2.079 femmine), di cui 1.423 nell’istruzione professionale, 2.715 nell’istruzione tecnica, 566 nell’istruzione liceale e infine 265 nell’istruzione artistica (fonte: Ufficio scolastico regionale per il Veneto).
«Anche le imprese possono avere interesse a conoscere i ragazzi e, allo stesso tempo, a farsi conoscere da loro – ha continuato la Nardiello -. Da questo punto di vista la connessione con il tessuto imprenditoriale locale è fondamentale, ma è possibile realizzare anche esperienze all’estero, più costose e per questo meno diffuse».

Per la prima volta, quest’anno a JOB&Orienta le esperienze ASL sono state accostate a quelle di apprendistato che, previsto per legge già dal 2003 (D.Lgs 276/2003), entra soltanto ora nella scuola riformata. Lo stesso ministro Maurizio Sacconi in apertura di manifestazione lo ha indicato come strumento importante (e da valorizzare maggiormente) di primo inserimento lavorativo per i giovani. I dati più recenti (2009) indicano una contrazione di ben 78.144 unità di contratti rispetto all’anno precedente: erano infatti 567.842 quelli monitorati nel 2009 rispetto ai 645.986 del 2008: causa anche qui la crisi economia e finanziaria, che ha spinto il Parlamento a varare una legge ad hoc per incentivare l’apprendistato, anche per far fronte all’aumentata disoccupazione giovanile.

Giuseppe Bertagna, coordinatore della Scuola internazionale di dottorato in Formazione della persona e mercato all’Università di Bergamo, ha evidenziato: «Nelle attuali condizioni del sistema educativo d’istruzione e formazione italiano, l’apprendistato può costituire una vera alternativa formativa. Si tratta, d’altronde, della più antica modalità di apprendimento che l’umanità abbia inventato, inopinatamente trascurata negli ultimi cinquant’anni. Può essere invece considerata la strategia più efficace, al punto che oggi anche la psicologia dell’apprendimento è arrivata a indicarla come l’unica modalità sicura per consolidare competenze e conoscenze. A rilanciare l’apprendistato come una grande ricchezza per il sistema Paese, è oggi il «Collegato al lavoro», recentemente approvato, che ha riammesso la possibilità di fare l’apprendistato dai 15 ai 18 anni».
«Quasi tutta la classe imprenditoriale italiana è fatta di gente che è stata buttata fuori dalla scuola a 15, 16 o a 17 anni come inadeguata alla prosecuzione degli studi. Questi, però, hanno dimostrato poi nella vita di saper imparare l’inglese, di saper fare trattative molto sofisticate sul piano finanziario, fare investimenti, trattare con le banche, costruire aziende, vincere sulla concorrenza nel mercato... È dunque tempo di finirla con certo snobismo nei confronti dell’apprendistato: una grande ricchezza che la nazione ha trascurato da almeno cinque decenni a questa parte e che occorre oggi rilanciare».

JOB&Orienta prosegue alla Fiera di Verona fino a sabato 27 novembre. L’ingresso è gratuito, con orario 9.00 - 18.00. Per informazioni: www.veronafiere.it/joborienta