Patto stabilità, l'intesa è vicina
Si profila una soluzione di compromesso. Ci vorrà però del tempo per la sua piena realizzazione. Posizioni distanti sulla sospensione del diritto di voto
BRUXELLES - Si profila una soluzione di compromesso al vertice dei capi di Stato e di governo in corso a Bruxelles sulla riforma del Patto di stabilità e crescita. Fonti diplomatiche hanno riferito che i leader hanno raggiunto un'intesa «politica» sulla necessità di rendere permanente il Fondo di solidarietà varato lo scorso maggio per fronteggiare crisi finanziarie come quella avvenuta in Grecia. La durata inizialmente prevista per tale Fondo, dotato di 750 miliardi di euro, era di tre anni. I Ventisette darebbero mandato al presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, di valutare l'eventuale necessità di rivedere il Trattato di Lisbona e, in tale prospettiva, di preparare un rapporto da presentare al prossimo vertice di dicembre.
DIRITTO DI VOTO - Le posizioni rimangono invece distanti sulla proposta avanzata da Parigi e Berlino di sospendere il diritto di voto in caso di mancato rispetto delle regole comunitarie sui conti pubblici. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, non ha cambiato la sua posizione: è necessario modificare i trattati europei introducendo la possibile sospensione del diritto di voto in seno al Consiglio. Ma su questo l'intesa è impossibile, la maggioranza degli Stati e la Commissione sono fermamente contrari.
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