3 dicembre 2020
Aggiornato 05:00
Vicepresidente OIV in visita

Il Friuli viticolo fa scuola

François Murisier, vice presidente dell'OIV, in Collio per conoscere i segreti del Metodo Simonit&Sirch

SCHIOPETTO A CAPRIVA - Il Friuli Venezia Giulia enologico fa scuola ed è al centro dell’interesse internazionale. Dopo la visita dei più importanti produttori della Stiria, arrivati in primavera per vedere i sorprendenti risultati di longevità e salubrità dei vigneti potati in maniera soft secondo del metodo messo a punto dal goriziano Marco Simonit e da Pierpaolo Sirch, è ora la volta di François Murisier, vice presidente dell'OIV - Organisation Internationale de la Vigne et du Vin che in questi giorni ha visitato le colline del Collio. Invitato dai due tecnici friulani, questo protagonista assoluto della scena vitivinicola mondiale è rimasto in regione il 6 e 7 settembre assieme a Gianluca Macchi, direttore del Cervim , con cui i Preparatori d’Uva hanno avviato un interessante progetto di studio per salvaguardare la viticoltura»eroica» delle zone di montagna e disagiate.

François Murisier ha visitato alcuni vigneti, fra cui quelli di Schiopetto a Capriva, nei quali viene applicato da ormai oltre 20 anni il Metodo Simonit & Sirch. «Avevo già partecipato ad uno dei corsi organizzati dai Preparatori d’Uva – ha spiegato Murisier – Dalle spiegazioni teoriche si possono già capire per bene i principi di questo metodo, ma ho preferito venire a vedere di persona i vigenti dove già da oltre 20 si effettua la potatura soffice, per capire al meglio quali sono i fondamenti di questo procedimento e soprattutto i risultati. Grazie ai Preparatori d’uva, l’importanza sta tornando nelle mani viticoltore, una figura professionale molto importante, che si trova ad allevare le piante direttamente in vigna tenendo sott’occhio la salute della vite stessa». È poi intervenuto Marco Simonit, che ha spiegato che : » questo è un metodo che abbiamo in qualche modo » riscoperto» dopo che per molto tempo tutti se ne erano dimenticati ed abbiamo affinato in questi ultimi vent’anni di sperimentazione, partendo da vigneti friulani».

Un metodo grazie al quale viene preservata la struttura fisica della vite. Inoltre in questo modo si va a qualificare professionalmente la figura del potatore: infatti grazie alla formazione del personale che va ad operare direttamente sulla pianta si possono migliorare la salute della vite garantendo una maggiore longevità della stessa, migliorando di conseguenza la qualità del prodotto finale ovvero l’uva, risparmiando fra l’altro sulla manodopera e garantendo alle vigne una vita molto più lunga». In Italia sono 60 le aziende per un totale di 5000 ettari (dei quali circa il 10% si trova in Friuli Venezia Giulia) che vengono seguite dai Preparatori d’Uva. In questi ultimi mesi inoltre sono partiti importanti progetti di collaborazione con importanti realtà vitivinicole della Stiria, oltre a varie richieste arrivate perfino dal Canada. Partiranno inoltre nei prossimi mesi i corsi della Scuola Italiana di Potatura della Vite, in collaborazione con le maggiori università nazionali tra cui anche figura l’ateneo udinese.