16 ottobre 2019
Aggiornato 01:00
Vertenza Pomigliano

Fiat, l'allarme di Marchionne: basta scioperi per la nazionale

La denuncia Fiom: «Fiaccolata sabato sera a Pomigliano. L'azienda vuole replicare la marcia dei 40mila»

ALTAVILLA VICENTINA - Un nuovo affondo di Sergio Marchionne sull'assenteismo: gli operai del gruppo Fiat devono smetterla di 'inventare' scioperi proprio quando gioca la Nazionale, come sarebbe accaduto lunedì scorso a Termini Imerese in coincidenza con la partita degli Azzurri. Chiaro il riferimento alle garanzie chieste dall'azienda nell'accordo per far ripartire la produzione a Pomigliano D'Arco.

LO SCIOPERO PER LA NAZIONALE - «Cerchiamo di smetterla di prenderci per i fondelli» riferendosi in particolare allo sciopero di lunedì scorso a Termini Imerese indetto perché «l'unica ragione è che stava giocando la nazionale italiana». Alla fine risponde con una battuta ad una domanda dei cronisti su una recente dichiarazione dell'ex leader della Cgil, Sergio Cofferati che ha affermato che Marchionne è peggio di Cesare Romiti. «Non conoscevo Romiti, può darsi che aveva ragione: non lo so».

CASINI: «HA RAGIONE MARCHIONNE» - Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, dà ragione all'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, perché «dice una verità: non è possibile che il tasso di assenteismo nelle fabbriche sia in coincidenza con gli eventi della Nazionale di calcio». In particolare, guardando alle ultime vicende della dura vertenza tra azienda e Fiom per lo stabilimento Fiat di Pomigliano, Casini osserva: «Un sindacato che difende questi parassitismi e queste rendite di posizione non guarda ai giovani e al loro futuro. Noi vogliamo cambiare pagina».

FIOM - Su quell'accordo, rifiutato solo dalla Fiom-Cgil, gli operai si preparano a votare il 22 giugno. Ma l'esito positivo è «scontato» anche perchè i lavoratori hanno avuto «una pistola puntata alla testa» secondo il segretario generale della Fiom di Napoli Massimo Brancato, che comunque ribadisce «l'illegittimità» dell'accordo.

UGL - Punta invece al «sì» la Ugl. I lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco hanno già deciso il futuro della fabbrica e voteranno sì, dice il segretario provinciale Francesco Falco.

E intanto l'accordo fa ancora discutere dentro e fuori il Pd. Il segretario Pier Luigi Bersani pur ribadendo che si tratta di una «vicenda eccezionale che non deve diventare esemplare» si dice «convintissimo che nei prossimi mesi si potrà arrivare agli stessi risultati senza toccare i punti di principio», come il divieto di sciopero e l'assenza per malattia.