21 aprile 2024
Aggiornato 23:30
Politica energetica

Conti: per il nucleare non servono sovvenzioni

Non è d'accordo Angelo Bonelli, dei verdi, secondo cui, invece «il nucleare verrà pagato dagli italiani»

ROMA - Il nucleare, per partire, non necessariamente deve essere finanziato dal pubblico. Lo afferma in una intervista a L'Espresso l'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti. Non è d'accordo Angelo Bonelli, dei verdi, secondo cui, invece «il nucleare verrà pagato dagli italiani».

Il nucleare deve essere sovvenzionato? «Non necessariamente - spiega Conti - il nucleare ha un costo iniziale di investimento molto alto. Ma una volta fatto il costo del combustibile, cioè la parte variabile, è molto inferiore al gas e al carbone. L'effetto totale è che il costo complessivo del nucleare è più basso, inclusa la quota per lo smaltimento». Conti aggiunge che «tutti gli impianti hanno all'interno del prezzo del cliente una fettina accantonata per il decommissioning. Una fettina quasi impercettibile che si impiega come una riserva assicurativa e che permetterà di avere, tra 40-60 anni - le risorse per smantellare l'impianto esistente».

L'Ad di Enel sostiene inoltre che «per essere finanziato, il nucleare ha bisogno di due fattori base. Primo, la certezza che una volta presa la decisione non si sfasci tutto con il balletto dei ripensamenti. Secondo, essendo il costo del nucleare più basso degli altri, ci può essere uno scambio vantaggioso con il consumatore: che il prezzo non possa mai scendere sotto un certo livello in cambio dell'impegno a non farlo salire oltre un altro livello. Questo da' certezza alla struttura dei costi e rende finanziabile il progetto. Così i finanziamenti pubblici non servono».

Bonelli, dal canto suo, ritiene che «dietro la dichiarazione di Conti si nasconde la truffa del nucleare in Italia e le bugie che governo e Enel stanno raccontando agli Italiani. Infatti quel 'non necessariamente' conferma che il nucleare verrà finanziato con i soldi degli italiani perché nessuna azienda sarà in grado di poter sostenere gli alti investimenti necessari per realizzare le centrali nucleari in Italia. Non esiste nessun paese al mondo in cui il nucleare non sia finanziato dallo Stato». Nell'intervista Conti si sofferma anche sulla questione della sicurezza dei siti che ospiteranno le centrali.

«L'importante è spiegare bene ai cittadini cos'e' il nucleare e uscire dal paradosso per cui abbiamo 27 reattori nell'arco di 200 chilometri dai nostri confini che forniscono energia».