10 luglio 2020
Aggiornato 08:00
Consumi alimentari

Consumi in ripresa a tavola anche per natale

E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dell’indagine “Xmas Survey 2009” di Deloitte

ROMA - Con l'inflazione stabile migliorano le previsioni per cenoni, pranzi e omaggi alimentari delle vacanze di Natale con quasi due italiani su tre (65 per cento) che spenderanno la stessa cifra dello scorso anno ma anche un 16 per cento che prevede di spendere di più mentre un 19 per cento conterrà gli acquisti. E’ quanto afferma la Coldiretti, in occasione della divulgazione dei dati Istat sull’inflazione, sulla base dell’indagine «Xmas Survey 2009» di Deloitte nel sottolineare che i consumi a tavola delle famiglie italiane hanno fatto segnare un timido aumento dello 0,4 per cento in quantità nei primi nove mesi dell'anno,

A frenare il debole segnale di ripresa sono - precisa la Coldiretti - le pesanti distorsioni che permangono nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola come dimostra il fatto che i prezzi degli alimentari aumentano del doppio (+ 0,6 per cento) rispetto all'inflazione media generale, che è risultata pari allo 0,3 per cento, nonostante nelle campagne i prodotti agricoli si trovino in piena deflazione con un calo del 12 per cento ad ottobre, secondo Ismea. I consumatori italiani - continua la Coldiretti - non hanno potuto beneficiare della forte riduzione dei prezzi agricoli che rischia invece di provocare l'abbandono delle campagne, con il crollo delle quotazioni alla produzione che nell'ultimo anno sono calate del 20 per cento per i cereali, del 22 per cento per la frutta, del 15 per cento per il vino, del 14 per cento per la carne suina e del 12 per cento per i lattiero caseari. Pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi diventano euro al consumo con il risultato di un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale - precisa la Coldiretti - i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media cinque volte

La scelta di acquisto del cibo per le festività secondo Deloitte avviene per una stragrande maggioranza del 91 per cento sulla base del rapporto prezzo/qualità che - conclude la Coldiretti è particolarmente vantaggioso nei mercati degli agricoltori di «campagna amica» nelle piccole e grandi città dove è possibile garantirsi alimenti locali, genuini e di stagione direttamente dal produttore che ne garantiscono l’origine.