28 gennaio 2020
Aggiornato 02:00
Crollano i prezzi sui campi

Imprese agricole “soffocate” dai costi produttivi e contributivi

La Cia segnala una situazione gravissima. I listini anche in agosto hanno proseguito nella loro caduta libera

ROMA - Ormai siamo in presenza di una vera e propria raffica di ribassi per i prezzi sui campi dei prodotti agricoli. Una drammatica caduta libera che si è accentuata nel corso del mese di agosto che, rispetto allo stesso periodo del 2008, ha registrato una flessione superiore al 20 per cento, con punte del 31 per cento per i cereali, del 25 per cento per il settore vitivinicolo, del 23 per cento per la frutta.

Una situazione difficile che sta mettendo in grave difficoltà le imprese agricole costrette, oltretutto, a fare i conti con costi in netta salita. La denuncia viene dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori preoccupata per uno scenario sempre più complesso e con prospettive per gli agricoltori non certo incoraggianti.

Nel dettaglio di agosto si rileva -afferma la Cia- che i listini del frumento duro sono scesi del 30 per cento, mentre quelli del grano tenero hanno superato un calo del 35 per cento. Crollo anche per il mais (meno 29 per cento).

Analogo discorso per le uve, i cui prezzi, nel momento della vendemmia, sono scesi anche del 25 per cento, per l’olio d’oliva e per gli altri oli e grassi (meno 25,2 per cento), per la frutta fresca e secca e per gli ortaggi, in particolare per le pesche (meno 34 per cento), per le nettarine (meno 44 per cento), per i pomodori (meno 42 per cento), per le zucchine (meno 33 per cento). Anche per il latte e i derivati si ha una diminuzione che sfiora il 15 per cento.

Non meno preoccupante è -rimarca la Cia- lo scenario dei costi produttivi e degli oneri contribuitivi che aggravano sempre di più i bilanci aziendali. E ora la situazione rischia di divenire ancora più pesante con il mancato rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali. Gli agricoltori stanno rinnovando le polizze assicurative e la spesa, al contrario degli anni passati quando c’era il contributo pubblico, adesso è completamente a loro carico.

Per questa ragione la Cia rinnova l’invito al governo perché adotti al più presto un atto preciso e concreto. Bisogna trovare al più presto le risorse per il Fondo, altrimenti, c’è il rischio che molte aziende non stipulino alcuna polizza, con le conseguenze che sono facilmente immaginabili davanti ai danni causati dalle avversità atmosferiche.