26 gennaio 2020
Aggiornato 18:30
ADUC: «La crisi c'è e i rimedi sono lontani»

Turismo: il bluff del Ministero

Per Federalberghi l'aumento dei vacanzieri sarebbe dell'1,5% ma a fronte di un giro d'affari in calo del 15%

ROMA - Per il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, e non solo, la crisi del turismo è un vecchio ricordo perché sarebbe l'11% in più il numero di italiani che quest'anno andrà in vacanza. Federalberghi però, raddrizza il tiro e fa sapere che le percentuali governative sono solo stime, mentre l'aumento sarebbe dell'1,5% ma a fronte di un giro d'affari in calo del 15% (17,2 miliardi rispetto ai 20,2 del 2008): se nel 2008 la spesa procapite era di 861 euro, quest'anno sarà di 710, con un calo del 18%. Se qualcuno avesse l'ardire di sostenere che si spende meno perché i prezzi sono diminuiti o perché gli italiani sono più attenti, nel primo caso gli battiamo una pacca sulla spalla, nel secondo gli diciamo «e vorremmo vedere....».

Fatta questa fotografia, ci sarebbe da capire come rimediare e, quantomeno, cercare di farsi meno male anche perché se crisi c'e', non è solo italiana ma mondiale.
Federalberghi -giustamente- chiede meno fiscalità e più investimenti governativi per lo promozione. Nel primo caso, viste le riduzioni fiscali che il Governo fa in vari ambiti, crediamo che sia il caso di non contarci più di tanto, anzi, di prestare molta attenzione perché non è escluso che dietro apparenti vantaggi si nasconda qualche fregatura. Per gli investimenti, invece, crediamo che il Governo abbia già fatto tanto regalando la inutile poltrona di ministro ad un dicastero che gli italiani avevano abrogato con un referendum e, per cui, ogni Regione si era già attrezzata per conto proprio.

Allo stato dei fatti, però, non ci sembra che sia altro che possa far modificare la direzione di calo e la beffa di farci credere il contrario.
E che il ministero del Turismo sia un'istituzione inadeguata lo dimostra una delle prime norme approvate, la beffa della finta sistemazione delle stelle degli alberghi: ognuno continua a fare come crede, per cui un quattro stelle di Reggio Calabria è peggiore di un due stelle di Bolzano. E bene inoltre ricordare il flop dei buoni-vacanza non utilizzabili quando gli italiani medi vanno in vacanza e che, ad oggi, meta luglio 2009, in un ambito in cui quasi tutto viaggi via web, il nostro ministero non ha ancora un proprio sito Internet. E che dire della compagnia aerea di bandiera che in ambito europeo si distingue per ritardi e disservizi dopo che è costata un patrimonio ai contribuenti?

Non solo, ma i problemi della rinascita del turismo non crediamo siano legati all'esistenza dello specifico ministero, perché questo non si occupa di ciò che principalmente allontana i turisti dallo Stivale:
- infrastrutture inesistenti e fatiscenti;
- servizi costosi, inefficienti e inadeguati;
- e le nuove norme sulla sicurezza e la lotta alla clandestinità che, di fatto, fanno sì che molti turisti che visitano il nostro Paese per più di una settimana senza registrarsi in questura sono passibili di multa ed espulsioni, al pari di un immigrato clandestino.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc