18 settembre 2019
Aggiornato 00:30
Crisi agricola e zootecnica

Coldiretti: confronto serrato con le istituzioni

Zani: «Puntiamo su etichette che indichino non solo il luogo di produzione ma anche quello di trasformazione e l’origine dei prodotti impiegati»

MANTOVA - Dopo i risultati incoraggianti ottenuti al Tavolo verde dello scorsa settimana con il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, la Coldiretti non ferma la sua azione di sensibilizzazione verso le istituzioni per portare alla luce i problemi più stringenti del comparto agro-zootecnico e difenderne gli interessi.

Per lunedì prossimo, sono stati invitati, dal presidente Gianluigi Zani presso la sede provinciale al Boma, i parlamentari ed i consiglieri regionali mantovani nonché il vertice della Provincia, il presidente Fontanili e l’assessore Castelli. All’incontro farà seguito una visita al Prefetto per la consegna di un documento sulla crisi del settore agricolo e sulle proposte della Coldiretti per uscirne senza troppi danni.

«Le questioni che intendiamo evidenziare – spiega Zani – riguardano il riconoscimento del giusto compenso alle imprese agricole. Basti pensare al prezzo alla stalla di latte e carne, ma anche a quello dei cereali, dell’ortofrutta, del vino, ecc. Ma soprattutto vogliamo insistere sull’elemento distintivo della nostra agricoltura chiedendo con forza l’obbligo di indicazione dell’origine su tutti i prodotti agroalimentari». Emblematico il caso della carne. «Non è sufficiente indicare un’origine generica, è necessario che vengano evidenziati con precisione il luogo di allevamento e di macellazione, altrimenti continuerà la storia degli animali che transitano anche solo per qualche giorno sul nostro territorio e che così possono essere definiti italiani. Sulle etichette non deve poi comparire solo il luogo di trasformazione, ma va precisata la provenienza dei prodotti impiegati.»

Ci sono poi problemi contingenti, come la direttiva nitrati, per la quale Coldiretti ha chiesto alla Regione uno slittamento al 2010 del termine del 31 luglio prossimo per l’applicazione ed una radicale revisione della normativa, e la questione del credito. «Con le banche vanno ridiscusse alcune tematiche, in particolare le condizioni dettate dall’accordo Basilea 2, un provvedimento che ha portato più danni che benefici alle nostre imprese: troppe le garanzie richieste, tanto che il costo del credito lievita fino a livelli insostenibili, mentre in questo momento le imprese hanno più che mai abbiamo bisogno del sostegno delle banche».