22 febbraio 2020
Aggiornato 20:00
Allarme influenza suina

ADOC: no psicosi, rischio speculazione su carni suine

L’Associazione controllerà il livello dei prezzi

Evitare l'insorgere di una psicosi da influenza suina, al fine di non preparare il terreno per una possibile speculazione sui prodotti alimentari. L'Adoc invita a non allarmarsi, ma chiede anche con urgenza la stesura di una norma sulla tracciabilità delle carni suine.

«Va assolutamente evitato l'effetto psicosi, che potrebbe danneggiare l'economia delle famiglie e delle imprese del settore - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - l'allarme dell'influenza suina potrebbe spingere verso una speculazione sul prezzo dei prodotti suini e sulla percentuale di vendite degli stessi, con ripercussioni economiche nell'ordine di milioni di euro per tutto il settore.

Gli sceriffi dell'Adoc controlleranno, nei prossimi giorni, il livello dei prezzi delle carni suine e saremo pronti a denunciare eventuali casi di speculazione. ma il problema non va sottovalutato. E' comunque urgente estendere la normativa sull'etichettatura e la tracciabilità anche alle carni di suino. Per gli insaccati, deve essere indicata la provenienza di tutte le carni utilizzate, non solo la sede di lavorazione. In Italia si importano prodotti provenienti da altri Paesi europei che non rispettano le severe norme di produzione vigenti nel nostro Paese. Prodotti per cui, ad oggi, non è garantita né la tracciabilità né l'etichettatura.»

A seguito degli eventi sono sconsigliati al momento tutti i viaggi diretti verso il Messico, come segnalato anche dalla Farnesina. L'Adoc avverte i turisti che è possibile chiedere il cambio del viaggio o la restituzione della somma versata.

«Avvisiamo tutti coloro che sono in procinto di recarsi in Messico che è legittimo chiedere il cambio o il rinvio del viaggio - commenta Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - o la restituzione della somma già pagata. In caso di rinuncia al viaggio non si dovrà pagare alcuna penale dato che, secondo il Codice del Consumo, in presenza di emergenza sanitaria, politica, eventi naturali e, infine, di instabilità dovuta ad atti terroristici, i consumatori hanno diritto di recedere dal contratto senza preavviso, allorché la vacanza consista nel soggiorno in uno dei Paesi o in una delle località incluse nella lista del Ministero degli Esteri, senza alcuna decurtazione a titolo di penale.»

Per ciò che riguarda i casi di situazioni di emergenza insorta durante la permanenza dei turisti nei luoghi di vacanza, l'Adoc fa valere l'art.100 del Codice del Consumo.

«E' previsto un apposito Fondo di garanzia a tutela dei diritti dei consumatori - continua Pileri - che, in questo caso, fornisce una immediata disponibilità economica in caso di rientro forzato dei turisti da Paesi extracomunitari, in situazioni di emergenza, imputabili o meno al comportamento dell'organizzatore. Come ultimo consiglio segnaliamo l'opportunità di avere a disposizione sempre il numero di telefono dell'unità di crisi della Farnesina e quello del consolato d'Italia nei Paesi extracomunitari in cui ci si reca».