19 giugno 2021
Aggiornato 02:30
Le due aziende hanno firmato una «lettera d'intenti non vincolante»

Ufficiale l'intesa tra Fiat e Chrysler

Ma le Borse la accolgono freddamente. Damiano: «La scelta della Fiat va nella giusta direzione»

Fiat e Chrysler hanno annunciato ieri il fidanzamento ufficiale: le due aziende hanno firmato una «lettera d'intenti non vincolante per la creazione di un'alleanza strategica globale». Un’intesa «utile e importante», ha detto il presidente della Fiat, Luca di Montezemolo , che dimostra «che non stiamo fermi». »Un passo fondamentale nello scenario del settore, che sta vivendo una fase di rapido cambiamento, e conferma l'impegno e la determinazione di Fiat e Chrysler a ricoprire un ruolo importante in questo processo globale», secondo Sergio Marchionne, AD del gruppo torinese.

Fiat, in quanto leader al mondo nella produzione di vetture a basse emissioni e basso impatto energetico, avrà la possibilità, con questa intesa, di vendere alla Casa americana tecnologie sviluppate dalla casa automobilistica torinese accedendo come contropartita, grazie alla rete di vendita Chrysler, al mercato americano. In particolare il mercato Usa dovrebbe assicurare interessanti prospettive per il marchio Alfa Romeo e per auto a bassa emissione come la Fiat 500. Fiat fornirà dunque all'azienda americana licenze per utilizzare piattaforme per veicoli a basso consumo, motori, trasmissioni e componenti, che Chrysler potrà adattare alle proprie esigenze e produrre nei propri impianti. Chrysler avrà inoltre accesso alla rete di distribuzione Fiat. L'intesa offre alla casa americana «significative opportunità di contenimento dei costi» (secondo il «Wall Street Journal» sarebbero stimabili in 3-4 miliardi di dollari) mentre come corrispettivo Fiat riceverà una quota iniziale del 35% di Chrysler (esclusa Chrysler Financial) con un'opzione per acquistare un ulteriore 20% dopo dodici mesi pagando – secondo il Wall Street Journal – una somma di 25 milioni di dollari e a condizione di aver migliorato la performance del costruttore americano.

«La scelta della Fiat va nella giusta direzione, perché per fronteggiare la crisi è anche necessario stringere alleanze per non soccombere alla selezione che il mercato produrrà», ha dichiarato Cesare Damiano, viceministro del lavoro del governo ombra del Pd, sottolineando però che «accanto a questo, però, è necessario un rapido sostegno del governo italiano al settore dell’automobile per la rottamazione e per l’innovazione del prodotto nel senso dell’ecologia e della sicurezza». Preoccupazione espressa anche da Montezemolo, preoccupato che se il governo italiano non sosterrà il settore si possano creare situazioni di concorrenza sleale. Il presidente della Fiat auspica per questo un «coordinamento a livello europeo» per una «non più eludibile» politica comune di sostegno, dall'altra che si chiarisca che cosa «è opportuno fare in Italia, in relazione a quanto gi avviene negli altri Paesi».

Le borse mondiali hanno per ora accolto freddamente l’intesa tra i due colossi automobilistici. Piazza Affari ha aperto negativamente e prosegue l caduta del titolo Fiat ai minimi storici, nonostante l’accordo siglato. Secondo il Wall Street Journal «il piano di Fiat per Chrysler ha di fronte grandi ostacoli» perché «anche in un clima economico più ospitale, nota invece il Wsj, «alleanze di questa scala possono richiedere anni per decollare e alcune volte non funzionano». Più positiva l'analisi del Financial Times, che nota tra l'altro come Fiat «potrebbe cercare altri partner» sottolineando che il consolidamento nel comparto previsto dallo stesso ad Sergio Marchionne «sia gia' iniziato». «Il rischio di Fiat e' limitato se Chrysler finirà allo sfasciacarrozze - scrive l'Ft – e, in aggiunta, Fiat ha un'opzione su qualsiasi ripresa economica di Chrysler.
Ora potrebbe sembrare un pessimo momento per tornare negli Usa. Ma anche se la domanda resterà sotto i livelli precedenti alla recessione, è probabile giri verso il segmento di auto piccole, che e' territorio di Fiat».

L'accordo diventerà però vincolante solo se Chrysler otterrà altri 3 miliardi di aiuti finanziari da Washington. Per poterli ottenere, Chrysler deve mettere a punto entro il 17 febbraio un piano che mostri come intende tornare alla redditività. L’alleanza con Fiat diventa in questo senso strategica per convincere il Congresso USA della volontà di Chrysler di fare una vera svolta «verde». Fino ad allora non cambierà il giudizio delle agenzie di rating su Fiat., attualmente sotto revisione da parte di Moody’s per un possibile downgrade almeno nel breve Termine.