17 ottobre 2021
Aggiornato 18:00
Tutela ambientale del territorio nazionale, in relazione alle politiche europee

«La PAC penalizza l'ambiente del nostro Paese»

Lettera aperta del presidente di Assoedilizia al Ministro Prestigiacomo

Signor Ministro,
mi permetto di inviarLe qualche nota e qualche considerazione, frutto di una ricerca effettuata dal nostro Centro Studi Casa Ambiente e territorio.
L'U.E. è prigioniera di una sorta di dipendenza dalla burocrazia, che teorizza spesso e volentieri su questioni, che non sono solo ideali, ma hanno un impatto decisivo sull'economia e sull'ambiente; ed il nostro Paese ne fa particolarmente le spese.

La politica comunitaria in materia energetica ed ambientale ne è una prova.

Taluni Stati hanno interesse ad accodarsi all'U.E., in quanto, come stati poveri, beneficiano della protezione economica europea: altri, come la Francia e la Germania, sostengono le scelte europee, perché riescono ad «egemonizzare» a loro favore la politica della Comunità.

Francia e Germania, ad esempio, fanno la parte del leone nella PAC (la politica agricola comunitaria) che assorbe il 46,4% - circa 56 miliardi di euro - del bilancio comunitario.

Infatti, poiché l' 85 % dei fondi della PAC è destinato al sostegno delle aziende, e solo il 15% alla difesa dell'ambiente e del territorio, le assegnazioni dei finanziamenti per la maggior parte riguardano le aziende agricole di quei paesi: meglio strutturate sul piano della organizzazione aziendale ed agguerrite in termini di competitività.
Il rapporto, solo 6 anni fa, quando intervenimmo sul Sole 24 ore con un articolo, in proposito, che sollevò la questione, era addirittura di 90% contro 10% .

In particolare,gli aiuti PAC per ettaro in Francia ed in Germania sono rispettivamente del 20% e del 96% in più rispetto all'Italia. Cioè 195 e 305 euro a fronte dei 160 euro ad ettaro per il nostro Paese; moltiplicati per un numero di ettari che in Francia è di 28 milioni, in Germania di 18 milioni ed in Italia poco più di 12 milioni.

Ai «difensori verbali» dell'ambiente italiano, che si trincerano dietro alle decisioni europee (ed ai grandi ideali che per la verità piacciono anche a noi, se non fosse per il fatto che dobbiamo tenere i piedi per terra) per spronare l'Italia ad agitarsi per star al passo con gli obiettivi comunitari, rammentiamo che il saldo totale a sfavore del nostro Paese, rispetto al bilancio europeo ascende a quasi 3 miliardi di euro all'anno. Somma che ad esempio potrebbe esser destinata effettivamente, e non solo a parole, alla tutela del nostro territorio e del nostro ambiente.

Perché, cosa che forse sfugge ai «teorici» della difesa ambientale, questa disfunzione della politica agricola comunitaria porta, come conseguenza, un impoverimento del nostro patrimonio rurale ed alla fin fine del nostro patrimonio ambientale.

Mentre Francia e Germania, quando non incrementano, mantengono comunque la dimensione della SAU (superficie agricola utilizzata), in Italia si assiste ad una progressiva dismissione delle coltivazioni agricole di vaste aree (500.000 ettari in soli cinque anni dal 2000 al 2005). Inizio questo del vero degrado ambientale: poiché l'agricoltura è il primo presidio del territorio e dell'ambiente.

Ringrazio della attenzione e porgo i migliori saluti.

Achille Colombo Clerici
Presidente Assoedilizia