Prosegue la mobilitazione in Capitanata
Lunedì 6 ottobre manifestazione provinciale dei lavoratori degli Enti Pubblici non Economici
Lunedì 6 ottobre manifestazione provinciale dei lavoratori degli Enti Pubblici non Economici (INPS, INPDAP, INAIL, ACI, Croce Rossa, Ente Parco del Gargano, Ordini professionali) con sit-in davanti alla sede della Direzione Provinciale del Lavoro, in viale Di Vittorio, dalle 11:00 alle 13:00. Analoghe manifestazioni si svolgeranno contestualmente su tutto il territorio nazionale, in ogni capoluogo di provincia.
I lavoratori sono mobilitati a seguito della situazione di vera e propria «emergenza» che sta attraversando il pubblico impiego, con una vertenza aspra, che ci vede fortemente contrapposti al Governo, per le decisioni scellerate che sta adottando contro i lavoratori pubblici, e che ha indotto la nostra Organizzazione ad attivare iniziative di mobilitazione a livello provinciale, regionale e nazionale. Un livello di conflittualità che inevitabilmente si inasprirà dopo l'approvazione in Consiglio dei Ministri, il 23 settembre scorso, del disegno di legge della manovra finanziaria 2009 che, non solo non prevede le risorse necessarie per un congruo rinnovo del contratto nazionale, anzi, come ha puntualmente osservato il nostro Segretario Nazionale, Rino Tarelli, «interviene pesantemente sul sistema contrattuale del pubblico impiego ... sostituendo il ruolo dei contratti collettivi nella definizione dei trattamenti economici con 'l'unilaterale potere' del Governo di concedere anticipi».
Come è noto, in questi mesi tutto il pubblico impiego è stato - e continua ad essere - oggetto di iniqui e penalizzanti provvedimenti del Governo, contenuti nel Decreto Legge 112/2008 convertito in Legge 133/2008 e nella legge delega di riforma della contrattazione collettiva ed nazionale ed integrativa. In particolare, per sole ed evidenti ragioni di cassa, sono state drasticamente ridotte le retribuzioni dei lavoratori, attraverso la decurtazione, con legge (e, quindi, con indebite «incursioni» nelle norme contrattuali«), delle risorse destinate alla incentivazione della produttività, per il miglioramento delle Amministrazioni in importanti e strategici settori, quali ad esempio, la lotta all'evasione fiscale e contributiva, il contrasto al lavoro nero, la tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro, ecc.
Provvedimenti che, di fatto, puntano, però, sostanzialmente allo smantellamento del servizio pubblico, servendosi anche di una ignobile campagna mediatica di denigrazione dei lavoratori pubblici, tentando di isolarli dai cittadini e cercando di addebitare loro tutte le responsabilità relative al malfunzionamento degli uffici e delle strutture pubbliche, che, invece, vanno ricercate soprattutto nella mancanza di una seria «politica» di investimenti per la riforma e l'innovazione della pubblica amministrazione. Una situazione insostenibile che ci ha indotto a programmare la mobilitazione dei lavoratori pubblici, per chiedere al Governo: investimenti per il miglioramento dell'efficacia del servizio pubblico; la restituzione alla contrattazione della cifra sottratta ai fondi di Ente e di Amministrazione per la retribuzione del salario accessorio; lo stanziamento nella legge finanziaria di adeguate risorse per un congruo rinnovo del CCNL, in linea con l'andamento del costo della vita.
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