16 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
Il presidente della Cia Politi commenta le affermazioni del premier Berlusconi

Prezzi: “vendita diretta”, ma non solo

I farmers’ markets non rappresentano la soluzione dei problemi dei rincari e soprattutto di quelli dell’agricoltura. Bisogna intervenire per ridurre i costi delle imprese agricole

«E’ una proposta interessante, ma da sola non risolve i problemi dell’agricoltura italiana che sono molti e complessi». Così si è espresso il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alle dichiarazioni, nella trasmissione televisiva «Porta a Porta», del premier Silvio Berlusconi che ha sottolineato l’esigenza di «sostenere spazi di vendita nei supermercati gestiti dai produttori agricoli».

«Siamo d’accordo -evidenzia Politi- sull’opportunità di favorire la vendita diretta da parte degli agricoltori, sulla quale, peraltro, come Confederazione ci stiamo impegnando. Tuttavia, non appare la soluzione definitiva sia del problema dei rincari dei prezzi alimentari che delle gravi difficoltà che oggi attraversa la nostra agricoltura».
«Per quanto concerne l’aumento dei prezzi, la vendita diretta può fornire -avverte il presidente della Cia- un importante contributo, ma da sola rischia di divenire una goccia nel deserto. C’è bisogno di un’azione più vasta tesa a frenare la corsa dei rincari. E tra le iniziative da intraprendere rinnoviamo l’invito all’introduzione del doppio prezzo (origine e dettaglio)».

«Stesso discorso per i problemi dell’agricoltura che vanno risolti -sostiene Politi- con un diverso e più incisivo impegno da parte del governo. Bisogna intervenire per ridurre i pesanti costi di produzione che continuano a lievitare in maniera preoccupante, abbassare gli oneri sociali, introdurre l’accisa zero per il gasolio. Non solo. Occorre una rinnovata politica di sviluppo del settore che deve avere il suo punto fermo nella Conferenza nazionale sull’agricoltura. Appuntamento che per la Cia, che ha sempre sostenuto, deve tenersi in tempi ravvicinati».