30 agosto 2025
Aggiornato 22:00
In aumento la presenza di cibi falsi sulle tavole degli italiani

Sicurezza alimentare: aumentano sofistificazioni

Per ADOC occorrono maggiori controlli ed etichette più leggibili

In aumento la presenza di cibi falsi sulle tavole degli italiani. Secondo un rapporto dei Nas, le infrazioni nei primi otto mesi del 2008 sono cresciute del 15%. Per l’Adoc occorre migliorare la leggibilità delle etichette e rafforzare i controlli di Guardia di Finanza e Nas.

«I recenti casi del formaggio avariato e della mozzarella alla diossina dimostrano che il Made in Italy non è di per sé una garanzia – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc - anche se il prodotto locale deve essere valorizzato, anche per ridurre i costi di trasporto. Guardia di Finanza e Nas devono aumentare i controlli, e consigliamo ai consumatori di leggere sempre le etichette e le scadenze. Etichette che crediamo debbano essere più chiare e leggibili, non sempre si capisce cosa si nasconde dietro le formule chimiche. Inoltre attenzione all’equivalenza maggior costo maggior qualità: il costo basso di alcuni prodotti può dipendere anche dall’assenza di pubblicità o dai ridotti imballaggi. Spendere di più non significa per forza comprare meglio.»

Per l’Adoc, l’aumento delle frodi è correlato anche al rincaro dei prezzi dei beni alimentari.

«Più la situazione economica delle famiglie si aggrava, più cresce l’esigenza di risparmiare – continua Pileri – anche sulla spesa alimentare. Cambia il modo di fare la spesa e aumenta la ricerca, anche da parte delle aziende, di prodotti low cost. I quali devono comunque essere garantiti e rispettare la legge. Bisogna dire che esistono molti prodotti border line, come quelli importati da altri Paesi europei che non rispettano le severe norme italiane. Prodotti per cui non è garantita né la tracciabilità né l’etichettatura e per i quali si utilizzano fitofarmaci o concimi da noi vietati da 15 o 20 anni. Questi prodotti «non a norma» arrivano ad occupare oltre il 20% del venduto fresco, con danno per i consumatori e i produttori italiani seri e onesti. Accogliendo le nostre richieste, il livello massimo di pesticidi sui prodotti agricoli è stato ridotto e armonizzato dal Parlamento Europeo per tutti i ventisette Paesi dell'Unione Europea, a partire dal primo settembre».