22 settembre 2021
Aggiornato 22:01
Società

Meno matrimoni e più divorzi: il Covid accelera il trend

La causa è probabilmente anche culturale, dato che il matrimonio sta per molti perdendo il valore simbolico e religioso che qualche decennio fa era sacro

Meno matrimoni e più divorzi: il Covid accelera il trend
Meno matrimoni e più divorzi: il Covid accelera il trend Pixabay

Era già qualche anno che si stava iniziando a studiare questo tipo di tendenza: meno matrimoni e più divorzi. La causa è probabilmente anche culturale, dato che il matrimonio sta per molti perdendo il valore simbolico e religioso che qualche decennio fa era sacro. Spesso però va a mancare anche la volontà di prendere un impegno, legarsi in una promessa che impedirà poi di essere liberi. Le persone non possono rinunciare alla libertà di poter cambiare idea e cambiare vita a loro piacimento. Allo stesso tempo, la comunicazione diventa sempre più difficile per le coppie sposate, e la possibilità di separarsi è altrettanto accessibile. Si potrebbero fare studi psicologici e sociologici approfonditi a riguardo, ma in questo articolo vedremo soltanto come la pandemia mondiale di Covid abbia accelerato questo trend, creando uno scenario di forte incertezza e difficoltà a progettare o pianificare una vita di coppia e la fondazione di una famiglia.

Il boom delle app

Nonostante le restrizioni, le quarantene e la crisi, la volontà di allargare il proprio cerchio sociale e conoscere nuove persone è andata sempre aumentando. Moltissime app di incontri sono state utilizzate con il fine di fare incontri extraconiugali. Ovviamente, non molti hanno potuto concretizzare la conoscenza con un’uscita e un contatto fisico, ma sicuramente la voglia e il bisogno di evadere hanno portato a relazioni almeno virtuali. Nonostante molti siti siano disponibili solo da computer, è facile trovare anche applicazioni di incontri che possono essere usate discretamente da cellulare, sia per sfogliare i profili degli utenti che per chattare. Inoltre, nell’ultimo anno è nata la possibilità di iniziare chiamare e videochiamare gli utenti con cui si entra in contatto. Queste possibilità tecnologiche non hanno fatto altro che accelerare le problematiche in coppie già in crisi, inserendo comunque elementi esterni alla coppia e producendo spesso delle situazioni da cui è difficile uscire.

I matrimoni prima e dopo

I matrimoni in Italia erano già il numero più basso dell’Unione Europea: nel 2019 erano 3,1 matrimoni per mille abitanti. Successivamente nel 2020 si sono celebrati 87.000 matrimoni in meno, che equivalgono ad un calo del 48%. Il calo maggiore si è verificato nei matrimoni in chiesa, calati del 68%. Le unioni civili sono state meno danneggiate, ma hanno comunque risentito della situazione con 29% in meno delle cerimonie effettuate. Oltre alle limitazioni logistiche che hanno causato la rinuncia di moltissime coppie, anche il clima generale ha contribuito a questi cali. L’incertezza e la paura che si sono diffuse hanno certamente portato le coppie a perdere la sensazione di poter costruire un futuro e una famiglia in serenità. Si spera che questa tendenza sia invertita nei prossimi anni, in contemporanea con la sparizione del virus.

I divorzi prima e dopo

Per quanto riguarda i divorzi sulla carta si può analizzare una diminuzione dei casi, ma questo è dato solo dal fatto che i tribunali non hanno potuto accogliere le cause e quindi portarle a termine, almeno fino al momento dell’introduzione di alcuni processi telematici e a distanza. Allo sesso tempo la crisi finanziaria ed economica potrebbe aver convinto molte coppie in difficoltà a rinviare o a rinunciare alla soluzione spesso costosa del divorzio. Questo ha portato fino a un -15% di pratiche giudiziarie di divorzio nell’anno 2020. Ma l’aumento del tempo che le famiglie hanno dovuto passare a stretto contatto, e la difficoltà e la tensione che il periodo ha prodotto in generale, non ha di certo fatto bene a moltissime coppie in crisi. Se si va a guardare il 2021 però si sta avendo già dalla primavera un alto numero di richieste, così come indica il presidente della sezione famiglia del Tribunale di Roma, Marta Ienzi, che prevede un ulteriore aumento nella seconda metà dell’anno.