12 maggio 2021
Aggiornato 18:30
Cinema

Addio a Christopher Plummer

Il grande attore canadese - un Oscar nel 2012 per Beginners - aveva 91 anni. Accanto a lui aveva la moglie, l'attrice Elaine Taylor, al suo fianco da 53 anni

Christopher Plummer in una scena del film «Tutti i soldi del mondo»
Christopher Plummer in una scena del film «Tutti i soldi del mondo» Ufficio Stampa

Lo ricordiamo tutti come il capitano von Trapp che ammaliava la giovane bambinaia Julie Andrews in «Tutti insieme appassionatamente», ma Christopher Plummer, morto oggi a 91 anni in Connecticut, era stato protagonista di oltre un centinaio di film.

Il massimo e agognato riconoscimento, la statuetta dell'Oscar, però, l'aveva ottenuto solo nel 2011, a 82 anni, per Beginners di Mike Mills, come miglior attore non protagonista: recitava la parte di un uomo che dopo la morte della moglie ammette di essere gay. Stringendo la statuetta in pugno nel discorso di ringraziamento disse: «Hai solo due anni più di me tesoro mio, dove sei stata tutta la mia vita?» E poi rivolto ai colleghi in sala: «Già alla nascita recitavo il mio discorso di accettazione degli Oscar... Ma è passato troppo tempo e per vostra fortuna, l'ho scordato».

La nascita era avvenuta a Toronto, in Canada; unico figlio di una segretaria universitaria e di un agente d'assicurazione, ma bisnipote di un premier canadese, Sir John Abbott. Iniziò la carriera sul palcoscenico e fu un grande attore shakespeariano, ma sullo schermo non era un fascinatore anche accanto a Julie Andrews era sì un eroe, ma poco romantico. Anche poco pronto a piegarsi alle esigenze del marketing; viveva fra Londra, i teatri di Broadway e quelli del suo nativo Canada.

Di film, appunto, ne fece tanti, ma pero lo più eccelleva nei ruoli di caratterista o di personaggio solitario: eccellente Sherlock Holmes in «Assassinio su Commissione» (1979), e tante parti di cattivo: ne «L'amico sconosciuto» (1978), come ebreo alla caccia di criminali nazisti in Remember (2015). E ancora ha dato il suo tocco solido, inimitabile a parti in «A beautiful mind» di Ron Howard, nell'adattamento statunitense di «Uomini che odiano le donne» con Daniel Craig, a «Syriana» di George Clooney, oltre ad essere indimenticabile Lev Tolstoj in «The last station» di Michael Hoffman nel 2009 (ruolo che gli valse, almeno, la prima nomination alla statuetta dorata).

Era un pianista brillante, addestrato al concertismo prima di rivolgersi al palcoscencio. Sposato tre volte, la prima a 27 anni; dalla prima moglie ebbe avuto una figlia, Amanda Plummer, attrice rinomata. L'ultimo, duraturo matrimonio con Elaine Taylor. La sua autobiografia «In spite of myself» era uscita nel 2008. E' morto nella sua casa di Weston in Connecticut dopo una caduta.