21 ottobre 2020
Aggiornato 10:00
Gioco d'azzardo

Film e sport, ecco la ricetta ideale per sbancare i botteghini

Esiste una ricetta che possa far capire meglio il legame molto forte che intercorre tra sport e cinema? Alcuni ingredienti sono più importanti di altri

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Videomaker Pixabay

Esiste una ricetta che possa far capire meglio il legame molto forte che intercorre tra sport e cinema? IMDb ha stilato una specifica graduatoria mettendo in fila i 50 film più belli mai realizzati sullo sport e Betway, uno dei volti più noti nel campo dei casinò online, ha analizzato la stessa classifica, provando a capire quali ingredienti fossero più importanti rispetto ad altri per portare al successo.

Serve una trama solida, ma non solo

Non è sufficiente che il film racconti una storia legata al mondo dello sport. Per raggiungere il successo, infatti, è molto importante che la trama sia al tempo stesso sufficientemente avvincente. In caso contrario, la pellicola si snoderebbe lungo una serie di momenti solamente consecutivi tra la vittoria e la sconfitta.

Invece, sono tanti i dettagli che possono rendere un film speciale e avvincente. Proviamo a pensare a «Rocky», come è stato messo in evidenza su un articolo che è stato pubblicato su L’insider, che probabilmente non avrebbe mai ottenuto tutto il successo che ha raggiunto se non si fosse approfondita l’infanzia ricca di difficoltà che è stata vissuta dal protagonista, con tutti gli ostacoli che la vita gli ha posto di fronte. Ci vuole ben poco, in realtà, che uno dei più bei film legati al mondo dello sport possa cadere improvvisamente d’interesse. Quindi, a parte lo sport che può attirare inizialmente il pubblico, sono poi la trama avvincente e la storia tormentata a fare la differenza.

E l’eroe non è sempre il singolo atleta che compie un’impresa leggendaria, ma a volte sono anche intere squadre a compiere un percorso che rimane scritto nella storia e che, come si può facilmente intuire, è foriero di forti emozioni, pathos e quant’altro. Certo, le storie di singoli sportivi riescono a permettere una concentrazione più semplice da parte degli spettatori rispetto che focalizzarsi su undici o più narrazioni diverse.

Credibilità? Un fattore fondamentale per il successo

La discriminante principale che ha permesso a tanti film di raggiungere il successo è la credibilità. Cosa vuol dire? Che un film, per poter piacere effettivamente, deve essere plausibile: le emozioni che vengono trasmesse agli spettatori devono essere reali e derivano dal coinvolgimento che le vicende, anche nella loro drammaticità, riescono a fuoriuscire.

Proprio per fare leva nel migliore dei modi sulla forza che caratterizza tali emozioni, ecco che la trama del film deve essere credibile, deve riuscire a convincere gli spettatori: altrimenti, il pericolo principale che si rischia di correre è quello di finire nel vasto campo della banalità, che non solo non porta da nessuna parte, ma rappresenta un vero e proprio buco nell’acqua per un film.

Qual è il livello di credibilità che serve necessariamente ad una pellicola per poter emergere? Serve, prima di tutto, che la trama si basi su sport professionistici e non su vicende amatoriali. Perché? Non è certo casuale la statistica secondo cui ben 30 dei 50 film che si trovano all’interno della classifica di IMDb parlando della vicenda sia di team che di singoli atleti professionisti.

Il lieto fine serve?

Un gran numero di pellicole classiche legate al genere sportivo non mettono a disposizione del pubblico il consueto finale positivo oppure la vittoria da parte del protagonista. Anche per via del fatto che, in ambito sportivo, non è importante tanto vincere, quanto piuttosto partecipare a un evento.

Il pubblico, però, non la pensa spesso allo stesso modo, nella convinzione che l’eroe e i protagonisti sono importanti anche perché, alla fine, riescono a festeggiare qualcosa. In fondo, se non il percorso di certi outsider non portasse al traguardo finale, sicuramente interesserebbe a ben pochi: se c’è una sorta di «ricompensa» alla fine del film, invece, le cose cambiano e non poco, anche nella percezione che viene lasciata agli spettatori.