19 maggio 2019
Aggiornato 19:00
Cinema

È morta Doris Day: era considerata la «fidanzata d'America»

Con il suo caschetto biondo e quell’aria esuberante, Doris Day raggiunse l’apice del successo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, quando divenne il simbolo delle pellicole musical

Doris Day
Doris Day ( ANSA )

NEW YORK - E' morta a 97 anni l'attrice statunitense Doris Day, nota per il suo stile innocente che le valse il soprannome di «fidanzata d'America». Lo ha annunciato la sua fondazione, secondo quanto riferisce l'Ap su Twitter. Considerata una delle più grandi star cinematografiche di tutti i tempi, Doris Day si è spenta alle prime ore di questa mattina nella sua casa di Carmel Valley, in California. La Doris Day Animal Foundation ha sottolineato che l'ex attrice era circondata da cari amici e che «era stata in eccellenti condizioni fisiche per la sua età fino a quando recentemente non aveva contratto una grave forma di polmonite».

Divenuta famosa anche come cantante per la sua voce dolce, recitò in decine di film, dalle commedie brillanti alle pellicole drammatiche, ai musical che negli anni '50 e '60 la resero una delle più amate star della storia di Hollywood. Doris Day, che si era ritirata dalle scene negli anni Ottanta, era molto impegnata nella protezione degli animali, era convinta vegetariana e aveva compiuto 97 anni il 3 aprile scorso.

Day raggiunse l'apice della popolarità recitando al fianco di partner del calibro di James Garner ("Quel certo non so che, 1964), Cary Grant (Il visone sulla pelle, 1962) e, in particolare, Rock Hudson. «Il letto racconta» 1959, fu il primo di tre film - gli altri due sono «Amore ritorna», 1961, «Non mandarmi fiori», 1964- in cui recitò al fianco di Hudson e che trasformò la coppia in un duo di successo.

«Segnò una netta rottura con i generi di film che aveva interpretato per un decennio», ha spiegato Ross Hunter, produttore del film, nella autobiografia di Day. «Doris non aveva la minima idea del suo potenziale sexy».

Recitò in oltre 30 film in 20 anni, iniziando a interpretare ruoli da ragazza della porta accanto. All'epoca, questa immagine da santarellina - «la conoscevo prima che diventasse una vergine», disse di lei il pianista Oscar Levant - le valse il soprannome di fidanzata d'America: rappresentava la ragazza perbene dell'America puritana, al contrario della diva sexy Marlyn Monroe.

La carriera di Doris Day prese le mosse dalla musica. Cantò negli anni 40 con le grandi band dell'epoca. Nel corso della sua carriera incise una ventina di album. La sua interpretazione di «Que Sera, Sera,» nella celebre pellicola di Alfred Hitchcock «L'Uomo che sapeva troppo» del 1956, accanto a Jimmy Stewart, divenne parte integrante della trama e un cavallo di battaglia per l'attrice. Doris Day era nata Doris Mary Anne Kappelhoff il 3 aprile del 1922, a Cincinnati da genitori cattolici di origini tedesche. Il padre, insegnante di musica, abbandonò la famiglia quando l'attrice e cantante era adolescente.

Day originariamente si era lanciata nella danza per diventare ballerina. Fino a quando un incidente automobilistico non le compromise seriamente la gamba destra, costringendola a due anni di riabilitazione. Si consolò passando al canto e a 16 anni si esibiva già nelle grandi band. Uno dei principali suoi successi «Sentimental Journey» le valse un contratto con la Columbia Records. Nei primi anni '50 cominciò a interpretare ruoli drammatici nel cinema e recitò accanto a Kirk Douglas, (Chimere, 1950) Frank Sinatra (Tu sei il mio destino, 1954), e James Cagney (Amami o lasciami, 1955).

La sua vita non fu certamente felice: ebbe quattro mariti, tre divorzi e una vedovanza. Soffrì un crollo mentale ed ebbe gravi problemi finanziari quando emerse che uno dei suoi mariti aveva sperperato le sue ricchezze. Fu salvata dal figlio, che vide morire nel 2004 per un melanoma.

Nel 1941 si sposò con il musicista Al Jorden dal quale divorziò due anni dopo, subito dopo la nascita del figlio Terry, che divenne un noto produttore discografico con i Byrds e i Beach Boys. Nel 1946 si unì in matrimonio con George Weidler, un sassofonista: la loro unione durò tre anni. Day sposò in terze nozze, Marty Melcher, nel 1951, il quale adottò il figlio di lei che ne prese il cognome. Il quarto e ultimo marito fu Barry Comden, che sposò nel 1976 e dal quale divorziò cinque anni dopo.

Day, che lasciò il cinema negli anni Settanta, dedicò gli ultimi decenni della sua vita a cause animaliste. Nel 1987 fondò la Doris Day Animal League, una ong che si batte per il trattamento umano degli animali. Secondo l'organizzazione Doris Day ha scelto di non avere un funerale o una tomba.

Il suo successo di critica non fu mai all'altezza del successo popolare, l'attrice nella sua lunga carriera ricevette una sola nomination agli Oscar, per «Il letto racconta ...». Nel 2004 ricevette una Medal of Freedom presidenziale da George W. Bush e un Grammy alla carriera nel 2008.