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Twitter, il segreto per creare un tweet di successo

Creare o scrivere un tweet di successo, che sia cliccato e anche condiviso o retweettato non è facile. Ma uno studio ha scoperto quali funzionano meglio e perché.

Twitter e i tweet di successo
Twitter e i tweet di successo (Denys Prykhodov | shutterstock.com)

Twitter, anche se non al livello di Facebook, è uno tra i social media più utilizzati dagli internauti – sia da Pc che da mobile. In molti ogni giorno creano più tweet per segnalare un qualcosa, dare una notizia o dar vita a un dibattito. Ma perché alcuni hanno più successo di altri? Qual è il segreto di un tweet che fa il giro del web e magari viene retweettato più volte? Alla domanda hanno tentato di dare una risposta i ricercatori della New York University con uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, conosciuta anche come PNAS.

Parole chiave
Quando si scrive un messaggio, un post o appunto un tweet la parte del leone la fanno le parole chiave. Queste magiche paroline pare possano fare la differenza tra un tweet di successo e uno non. Una parola può evocare un sentimento, un’emozione o connotare un principio o un’etica. Ecco perché a seconda delle parole che usiamo possiamo ottenere un effetto o un altro.

Le parole giuste
Quali sono dunque le giuste parole da utilizzare in un tweet? Dipende. In particolare dall’argomento. Per esempio, secondo lo studio condotto dal prof. William Brady e colleghi, i messaggi su Twitter che hanno maggiori probabilità di essere condivisi sono quelli che contengono termini sia emotivi sia morali (tutti e due insieme). La conferma è arrivata dopo che i ricercatori hanno analizzato ben 560mila tweet. Lo studio, condotto negli Stati Uniti, ha evidenziato quali sono i temi più sentiti dagli utenti. Tra questi, i cambiamenti climatici, il controllo delle armi, i matrimoni gay (ovvero tra persone dello stesso sesso) e così via.
Dal punto di vista linguistico, i tweet che contenevano termini di significato emotivo sono stati separati da quelli che contenevano termini di significato morale, come per esempio ‘paura’ nel promo caso e ‘dovere’ nel secondo. Termini come ‘avidità’, sono stati classificati avere doppia valenza.

Condivisione vincente
Dopo aver analizzato la presenza di determinati termini, i ricercatori hanno esaminato le percentuali di condivisione e rilancio (retweet) per ogni categoria di messaggio. I risultati hanno rivelato che una combinazione di entrambe le categorie di termini era quella vincente. Cioè, se un messaggio conteneva sia termini ‘emotivi’ che ‘morali’ veniva condiviso e rilanciato molto più di altri o di quelli che contenevano solo una delle due categorie di termini. Nello specifico, l’uso dell’accoppiata aumentava di ben il 20% le probabilità che il messaggio fosse retweettato. Usare un solo tipo di termine non produceva risultati degni di nota.

L’ultimo segreto
Come prevedibile, e come accade anche per un post pubblicato su Facebook, il maggiore impatto lo si ha sugli utenti che la pensano come noi: per esempio quelli di una stessa ideologia politica o di uno stesso credo, passione o interesse. Le possibilità che un utente in disaccordo rilanciasse il tweet erano piuttosto scarse. Per cui è anche bene fare attenzione a chi ci si rivolge. «I contenuti che più si diffondono – ha commentato Brady – possono avere un maggior impatto sui social media, ed è per questo che gli utenti, siano essi cittadini comuni, o personalità politiche, potrebbero migliorare la loro influenza enfatizzando la moralità e le emozioni nei loro messaggi online. Si tratta però di un’arma a doppio taglio: se è vero che aumenta la popolarità all’interno del proprio gruppo sociale o di appartenenza ideologica, non si può certo sperare di avere fortuna con persone che la pensano in modo diverso dal nostro».

Negativi o positivi?
Anche per quel che riguarda i contenuti del tweet le cose possono essere molto diverse: per esempio cambiano se il contenuto è positivo o negativo a seconda del tipo di pubblico a cui il messaggio è indirizzato. Nel caso, sempre per esempio, dei matrimoni gay, avevano più successo i contenuti positivi che utilizzavano hashtag come #l’amorevince. Nel caso invece dei cambiamenti climatici i tweet che avevano maggiore successo erano quelli dai toni più negativi, che sottolineavano in modo più drammatico i problemi ambientali. «Questi risultati – conclude il dottor Jay Van Bavel, coautore dello studio – possono in parte spiegare perché negli Stati Uniti le differenze tra liberali e conservatori si stanno accentuando: le comunicazioni che fondono moralità ed emozione tendono a produrre un effetto di cassa di risonanza che può estremizzare la polarizzazione ideologica».