25 gennaio 2020
Aggiornato 21:00
Littizzetto show

Luciana Littizzetto, la letterina a Babbo Natale

La consueta letterina di Natale della comica all'ultimo appuntamento del 2015 con Che Tempo Che Fa

MILANO - Nell'ultimo appuntamento del 2015 di Che Tempo che Fa, Luciana Littizzetto ha salutato il pubblico di RaiTre con la consueta letterina a Babbo Natale in chiave satirica.

Doni ai politici
Primo tema trattato la pensione: «Ti prego Babbo Santo, non andare mai in pensione perché faresti la fame - dice ironizzando la comica - Dovresti trovarti un altro mestiere per campare ma, vestito così, l'unica cosa che puoi fare è guidare i carri al Gay Pride». Poi ecco arrivare l'immancabile richiesta dei doni: un paio di calzini blu per Matteo Renzi («perché con quelli azzurri sembra il Mago Zurlì») e un vestito nero alla Santanchè («così torna la Crudelia De Mon che tutti noi amiamo»). Lucianina chiede a Santa Claus che un giorno Carlo Tavecchi si scopra di colore, omosessuale ed ebreo «così la smette di dire cagate nelle interviste».

Qualche pensierino per i personaggi dello spettacolo
Alta richiesta di Luciana a Babbo Natale è quella di donare altri bambini a Michelle Hunziker: «Se sì, allora esagera. Dalle un parto quadrigemellare così si mette avanti col lavoro e li spara tutti in una volta sola!». L'attrice ha chiesto meno lampade per Carlo Conti, una nuova maratona per Enrico Mentana e nuove campagne pubblicitarie in intimo per David Beckham («così le attese in aeroporto si fanno più leggere»). Una accorata richiesta la fa anche per Belen Rodriguez: «non riesce ad ampliare la larghezza delle sue scollature. Vestiti più scollati di così non esistono in natura!»; la soluzione è regalarle un altro paio di seni, anzi quattro... così ne ha sei come la Lupa del Campidoglio».

Berlu ha già tutto...
«Berlu ha già tutto - sentenzia Luciana - Ma sei hai una cugina giovane e figa, gliela presenti. Gli fa piacere». E sulla Capitale, aggiunge: «Dona un nuovo sindaco a Roma, migliore degli ultimi due: non ci vuole molto». La letterina si concluse con un momento serio: il ricordo di Valeria Solesin.