14 novembre 2019
Aggiornato 20:30
Giffoni Experience 2015

D'Amore: Saviano? «Condannato» alla solitudine

L'attore protagonista della Serie parla al Giffoni Experience: «Gomorra racconta chi distrugge Napoli dall'interno. Quando si parla di noi e della nostra cinematografia scatta subito la polemica e l'indignazione, mentre sono state fatte dozzine di film sul narcotraffico in America e a nessuno viene in mente di reagire in questo modo»

GIFFONI (askanews) - «Siamo stati sia colonizzatori che colonizzati, davanti a una tragedia così immane mi sento povero come italiano nel sentire alcuni parlamentari che continuano a difendere un territorio che non è nostro». Marco D'Amore, in attesa di riprendere le riprese di «Gomorra - La Serie», è tornato, dopo il successo dello scorso anno, dai ragazzi del Giffoni Experience in occasione di «Movie Days», uno dei tanti appuntamenti che animano il festival durante tutto l'anno, toccando anche uno dei temi caldi del momento, l'immigrazione ed il disagio giovanile. «Le frontiere non esistono: non riesco ad alzare le mani e dire 'Questa è casa mia e devo starci bene solo io'».

Napoli città complesa
Davanti ad una platea di oltre 300 ragazzi l'attore ha aggiunto: «Gomorra non si prefigge di raccontare una città stupenda e complessa come Napoli, non basterebbero 100 serie per farlo, ma racconta chi dall'interno la distrugge mettendo a repentaglio le nostre vite. Quando si parla di noi e della nostra cinematografia scatta subito la polemica e l'indignazione, mentre sono state fatte dozzine di film sul narcotraffico in America e a nessuno viene in mente di reagire in questo modo».

Saviano? Il problema non è la libertà, ma la solitudine a cui si è condannati
E, alla domanda di uno dei ragazzi sulla quantità di libertà a cui è giusto rinunciare per combattere l'ingiustizia, ha affermato: «Il problema non è la libertà che si perde, ma la solitudine a cui si è condannati; tutti accusano Roberto Saviano di aver infangato la nostra città, ma chi infanga la nostra città è chi uccide, ricatta, delinque. Purtroppo Roberto ha rinunciato alla vita: pensateci quando sentite qualcuno che dice che si è arricchito, non c'è niente di sbagliato nel guadagnare facendo bene il proprio lavoro. Scampia prima faceva un milione e mezzo di euro al giorno con la droga, oggi quella piazza è stata smantellata, i politici non possono fare finta di niente quando vengono messi di fronte ai fatti».