23 febbraio 2024
Aggiornato 15:30
Cultura

Ecco La paranza dei bambini, il nuovo Saviano che racconta la brutalità in cui vivono i bambini intrappolati nella rete della malavita

Il nuovo libro di Roberto Saviano è uscito in libreria. Un romanzo che racconta di come i ragazzi (e i bambini) sposino la "religione" della paranza, una pesca a strascico che porta con sé brutalità, violenza, morte

Esce in libreria l’ultimo lavoro di Roberto Saviano, edito da Feltrinelli. Il titolo, ‘La Paranza dei bambini’ evoca subito l’immagine di quanto vi si racconta nelle pagine. Una barca e una ‘pesca’ a strascico che trascina con sé tutta la brutalità, la violenza e il degrado cui sono costretti i ragazzi della città. La ‘paranza’, nel gergo napoletano è anche sinonimo di camorra.

Da Gomorra a…
Sono passati dieci anni dalla pubblicazione del libro ‘Gomorra’. Un’opera di denuncia che ha costretto l’autore a vivere sotto scorta, per contrastare il rischio di attentati alla sua vita da parte delle organizzazioni malavitose. In questo nuovo ‘romanzo’, Saviano racconta la storia di Nicolas Fiorillo, di 16 anni, e della giovanissima e violenta banda da lui capeggiata. A essere ‘onorato’ del compito di assassino è un bambino di dieci anni, anche lui membro della paranza (o banda, in questo caso). Questo è il prezzo da pagare per poter affermare la banda (o sempre paranza) nell’ambiente camorristico. La storia dell’affermazione della paranza è narrata nel dettaglio e cronologicamente da Saviano, il quale dimostra una certa maestria nella narrazione, che cattura il lettore dalla prima all’ultima pagina. Il destino dei bambini della paranza è legato a doppio filo con quello di Nicholas, detto «O’ Maraja». Se lui vive e trionfa, allora lo faranno anche i membri della banda; se lui sprofonda o muore…

Realtà o finzione
Come detto, questo nuovo lavoro di Roberto Saviano è collocato come narrativa, e non un reportage. Ma quando la narrazione rimane tale oppure opera della sola fantasia, e quando invece non è che una forma romanzata della cruda realtà? La risposta la conosce ovviamente l’autore, ma anche il lettore potrà farsi una sua idea, tenuto conto dell’esperienza e della conoscenza di Saviano rispetto a un ambiente come quello descritto in Gomorra.

Dieci anni sono passati e…
Dieci sono gli anni passati dopo Gomorra, e Saviano ci tiene a far sapere che «Dopo dieci anni sotto scorta grido ai boss: sono ancora vivo», un po’ come la frase che chiude il precedente romanzo-saggio: «Maledetti bastardi, sono ancora vivo!». La lotta politica e civile di Roberto Saviano dunque non si ferma, anche se prende i toni di un romanzo. E, in questo caso, la ‘fantasia’ non è detto superi la realtà.