30 novembre 2020
Aggiornato 11:30
Digestivi

Gli alcool bianchi: la raffinatezza nei distillati

Invece di un grappino o di un qualunque amaro dozzinale concediamoci un elegante e profumato distillato di frutta a fine pasto

DIGESTIVO - In una logica sequenza di un pranzo di qualità, non dovrebbe mai mancare  all’aperitivo un kir royal, dove qualche centilitro di Champagne si fonderanno al meglio con un liquore di lampone, di cassis, di mora o di altro frutto a  bacca rossa o nera. Per finire potremmo tornare sui medesimi profumi, ma invece che ritrovarli in un liquore sarà più gratificante rivolgersi ad un fine distillato di frutta.

LIQUORE O DISTILLATO? - Alcol si può scrivere indifferentemente con una o con due "o" mentre tra un liquore e un distillato si crea spesso confusione nei termini, nel senso che un liquore si ottiene con alcol macerato con frutti, spezie o altri elementi vegetali addizionati di zucchero, mentre nel distillato rimarrà solo l’essenziale alcol derivato dalla frutta, senza nessuna aggiunta di zucchero, differenza fondamentale nella scelta. Anche la gradazione sarà diversa, perché un liquore avrà si gradazione inferiore, ma la presenza di zucchero potrebbe anche rivelarsi la causa innanzitutto di abuso -perché ruffiano al gusto- e di conseguenza concausa di un brutto mal di testa. Quindi per bere meno ma di qualità, proviamo gli essenziali alcol bianchi, più alti di gradazione, ma più puri e definitivi.

I MIGLIORI - I grandi distillatori di frutta si trovano un po’ ovunque in giro per Europa, dai Pirenei ai Vosgi francesi, dalle foreste tedesche alle Alpi italiane passando dalle vallate svizzere e austriache, non dimenticando qualche chicca proveniente dall’Est Europa. I grandi nomi, girovagando per l’Europa, si riveleranno questi: Mettè, Miclo, Massenez, Morand, Ziegler, Brana, Etter, Bertrand, Roulot, Capovilla, ecc ..

TEMPERATURE E BICCHIERI - Come ce lo beviamo un distillato di frutta? A temperatura ambiente, fresco o ghiacciato? Questi sono dettagli, ma come sempre, la temperatura troppo bassa nasconde i difetti, quindi sarà bene partire da una temperatura non troppo fredda e poi giocare con il bicchiere lasciandolo salire e scendere di temperatura. Bicchiere ballon o più piccolo, dipende anche dal pensiero del sommelier che ve la serve, ma è anche importante avere a disposizione un piattino con del ghiaccio tritato, dove poter appoggiare la coppa del bicchiere (quello da Cognac) per riabbassare la temperatura, se qualche sentore non dovesse rivelarsi particolarmente elegante a temperatura elevata.

TUTTI FRUTTI - I frutti da cui derivare il distillato sono molto diversi e pressoché infiniti nelle loro sotto varietà, ma per cominciare a prendere confidenza con le etichette, bisognerà destreggiarsi attraverso le diverse lingue con cui vengono chiamati di qui o di là delle Alpi i diversi frutti utilizzati. Tra i più noti sicuramente la Williamine, da pere William, passando per le marasca, la visciola, il durone nero, e poi la Mirabelle, da susine bionde; la magnifica Framboise, da lamponi selvatici, o un Kirsch da ciliegie selvatiche finendo con un Blackberry, non il telefono, le more selvatiche di rovo. Gli alcol bianchi: un grande piacere in piccola quantità