20 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Festival di Sanremo 2013

Crozza-Berlusconi contestato all'Ariston

La tanto attesa esibizione del comico genovese è stata interrotta dopo pochi minuti da alcuni spettatori in sala che, mentre si cimentava nell'imitazione di Berlusconi, hanno iniziato a fischiare e a gridare «Basta politica a Sanremo» e «Vai a casa»

SANREMO - Sono stati i fischi e le contestazioni a Maurizio Crozza a caratterizzare la prima serata della 63esima edizione del Festival di Sanremo. La tanto attesa esibizione del comico genovese è stata interrotta dopo pochi minuti da alcuni spettatori in sala che, mentre si cimentava nell'imitazione di Berlusconi, hanno iniziato a fischiare e a gridare «Basta politica a Sanremo» e «Vai a casa». Dopo alcuni secondi di imbarazzo generale, a riportare la calma è stato il conduttore Fabio Fazio che è salito sul palco e si è rivolto direttamente al pubblico dicendo: «Lasciatelo finire. Dobbiamo divertirci e non approfittare del festival per farci notare con due urli».

Crozza, che si era presentato all'Ariston nei panni dell'ex premier con una mazzetta di banconote da 50 euro in tasca, ha proseguito il suo show prendendo di mira il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, l'ex magistrato e leader di Rivoluzione Civile Antonio Ingroia con un imitazione particolarmente riuscita e il presidente del Consiglio Mario Monti. Al termine del lungo monologo la platea dell'Ariston gli ha tributato una vera e propria ovazione e, prima di congedarlo, Fazio, visibilmente seccato per l'accaduto, lo ha ringraziato pubblicamente, aggiungendo «Voglio ringraziare anche tutto il pubblico che ci ha aiutato a riconoscere due persone peraltro già note che hanno cercato di farsi notare ancora di più questa sera».

A scatenare le contestazioni erano stata l'imitazione dell'ex premier, uno ei suoi cavalli di battaglia: «Volete 5000 mila euro? No non sono i miei, tranquilli, sono i vostri», «Ma quanto mi diverto qui, non mi sono mai divertito tanto da quando Alfano ha detto che il Pdl faceva le primarie», «Quante donne eleganti, anche io ho fatto delle cene eleganti ma voi siete vestite, loro erano nude» e ancora «Io questo Paese lo odio altrimenti perché avrei proposto il condono?».

La satira del comico genovese è stata però 'bipartisan' come previsto: «Siam mica qui ad accordare gli spaghetti alla chitarra», ha detto imitando l'accento emiliano del segretario del Pd. «Bersani -ha proseguito- sta seduto sulla riva del fiume e aspetta che passi il cadavere del nemico come un monaco zen ma è così sfigato che al posto del nemico passa l'onda di piena e lo travolge, è così sfigato che, anche se dovesse vincere le elezioni, il 28 si dimette il Papa e lui sui giornali sarà comunque la seconda notizia».

Nel mirino di Crozza è poi finito anche l'attuale presidente del Consiglio: «Quella di Monti non è la società civile è l'alta società civile, è la società civile gold, basterebbe togliere l'Imu sulla prima casa e metterlo sul secondo cognome della società civile gold e salveremo il bilancio dello Stato».