18 agosto 2018
Aggiornato 22:00

Beltramo: La tragedia del piccolo Perez, quel pilotino di soli 14 anni

Quando le gare sanno essere profondamente ingiuste: un incidente mortale questo weekend ha rubato i sogni e il futuro ad un ragazzino felice di correre

MILANO – Il mondo del motociclismo è stato funestato questo weekend da una tragedia: «Andreas Perez, il ragazzino per il quale era stata sospesa la seconda partenza di gara-2 del campionato mondiale juniores Moto3 a Barcellona, purtroppo non ce l'ha fatta – ha raccontato il nostro Paolo Beltramo – Sono cose che purtroppo ho vissuto troppe volte nella mia carriera, ma non lo avevo mai visto succedere ad un ragazzino di 14 anni: un pilotino, un bambino da corsa. È inspiegabile, duro, difficile da accettare, eppure le corse, come la vita, possono essere molto bastarde quando decidono che ti devono togliere di mezzo. Mi consola soltanto una cosa: che Perez, nonostante fosse così piccolo, secondo me abbia vissuto una vita felice, piena di emozione, riempita quasi totalmente da questa sua passione, da questa sua gioia. Era un ragazzino normale, ma con quel qualcosa in più che può dare ogni sport praticato a quei livelli».

Due anni dopo Salom
Difficile trovare un senso a questo avvenimento così drammatico: «In realtà a noi non consola il fatto che stesse facendo la cosa che più lo divertiva, che più gli piaceva nella vita. Però è così: noi restiamo e ci teniamo il dolore, lui non c'è più e basta. Qualunque cosa uno possa credere ha finito questa vita, di colpo e speriamo senza soffrire. È successo ancora a Barcellona, dove si tornava a correre con il tracciato più tradizionale, quello con le due curve a destra in chiusura, superando almeno apparentemente il trauma provocato dalla morte di Luis Salom. Invece è successa quest'altra tragedia. Nelle corse non si può mai pensare di essere andati avanti del tutto: è impossibile, prima o poi ricapita. Perché è uno sport pericoloso. Però è ingiusto, profondamente ingiusto che venga rubato il sogno e il futuro a un ragazzino felice».