16 settembre 2019
Aggiornato 08:00

Corgnati: Marquez e Verstappen, due mine vaganti da squalificare

Gli incidenti che hanno provocato sono simili, come il loro atteggiamento: sono stati abituati a comportarsi come vogliono, perché nessuno li ha fermati

ROMA – Un tempo si diceva: «C'è uno spettro che si aggira per l'Europa». Noi diciamo: «Ci sono due spettri, anzi, due mine vaganti, che si aggirano per la Formula 1 e la MotoGP». E si chiamano Max Verstappen e Marc Marquez. Guardate quello che hanno combinato nelle loro gare di domenica: hanno provocato due incidenti dalla dinamica molto simile. Entrambi spostano la loro traiettoria verso l'esterno spingendo fuori pista i propri avversari. Differente è stato solo l'esito: Verstappen ha bucato la sua stessa gomma e ha dovuto concludere lì la gara, mentre Marquez ha mandato Rossi sul bagnato, che è inevitabilmente caduto.

Senza punizione
Ma identici sono i comportamenti. E anche i motivi che li hanno fatti nascere. Verstappen e Marquez sono due piloti dal talento indubbio, ma che proprio per la loro predestinazione al successo, fin da giovani, hanno goduto di una sostanziale impunità. Gli organizzatori hanno capito il loro potenziale e gli hanno concesso un occhio di riguardo: il problema è che si sono abituati a fare sostanzialmente quello che vogliono. Come ha detto Valentino: qui non si tratta più di errori, ma di atteggiamenti sistematici; non è la prima volta che lo fanno, è diventata un'abitudine. Questo perché non vengono mai puniti a sufficienza: Verstappen se l'è cavata con un nulla di fatto per un incidente di gara, Marquez si è beccato ben tre penalizzazioni, ma non è stato squalificato.

Linea dura
Il loro comportamento è inaccettabile, ma ancor più quello delle Federazioni che glielo consentono. Esistono dei regolamenti, che vanno rispettati, e in caso contrario prevedono delle sanzioni commisurate all'entità dell'infrazione. Non si può penalizzare per tre volte un pilota durante una gara: andava esposta la bandiera nera, ci voleva la squalifica. Questa volta serve una punizione esemplare, per mandare un messaggio: il nostro personale e umilissimo consiglio è l'esclusione per una gara a testa. Questo è l'unico modo per fargli capire che così non può andare avanti.