20 novembre 2019
Aggiornato 18:30

Corsi al Diario Motori: «Valentino Rossi continuerà, non ce lo vedo a casa»

Il pilota del team Tasca, veterano della classe di mezzo, sta per affrontare il suo sedicesimo Motomondiale: «Vale di anni ne ha 39, quindi ho tanta strada davanti...»

ROMASimone Corsi, ormai sei uno dei veterani della Moto2. Le tue ultime stagioni sono state difficili, per via della moto Speed Up che non era tra le più competitive, ma tu ti sei comunque difeso.
Sì. Questo è il mio sedicesimo anno nel Mondiale, tantissimi: non sono più un giovane. Sono contento, è bello essere ancora lì dopo tanto tempo. Le ultime stagioni, in effetti, non sono state proprio facili: abbiamo ottenuto qualche bel risultato, altri no, però sappiamo che la Moto2 è sempre una categoria molto competitiva. Bisogna essere in forma, mettere a punto il mezzo e tutti i dettagli. Vediamo come andrà quest'anno.

Quest'anno sei con il team Tasca, che invece ha un pacchetto tecnico, sulla carta, più vicino alle squadre di punta. Quali sono le tue aspettative?
Dopo due anni ho cambiato aria, sono contento di essere arrivato al team Tasca. Enrico, sia quest'inverno che adesso all'inizio del nuovo anno, ha messo a disposizione un buon pacchetto tecnico sia a me che al mio compagno di squadra Federico Fuligni. Quindi siamo molto contenti e non vedo l'ora di iniziare i test a Valencia tra pochi giorni. La Kalex è la moto più competitiva del Mondiale, quindi le prospettive ci sono.

Questo, poi, è l'ultimo anno in cui potrai far valere la tua esperienza, perché dopo si cambierà tutto, a partire dai motori.
Sì, è l'ultimo anno con i motori Honda 600. Entrai in Moto2 nel 2010, al primo anno, quindi ho vissuto tutte e sei le stagioni. Dopo si passerà ai motori Triumph 765 tre cilindri, quindi con una coppia completamente diversa, ma ci penseremo l'anno prossimo. Non so se in questa stagione avremo già modo di provare qualcosa, ma l'importante è far bene ora.

Quanto conta l'esperienza, nel motociclismo.
In un campionato di diciotto gare, quest'anno diciannove con la Thailandia, conta tanto.

Che valore aggiunto ti dà il fatto di aver già vissuto tante volte queste situazioni?
In realtà non ci fai mai l'abitudine, perché ogni gara è una storia a sé. Poi arrivano dei piloti giovanissimi, dalla Moto3, che vanno subito forte, come Mir e Fenati. In questa stagione ce ne saranno tanti competitivi.

Tra questi anche il tuo collega italiano Pecco Bagnaia, che viene vissuto già come potenziale candidato alla MotoGP. Tu come lo vedi?
Ho letto che Ducati ha messo gli occhi su di lui. L'anno scorso è andato molto forte, è un ragazzo talentuoso, ha fatto una grande stagione, e ha un buon team alle spalle. Penso che Valentino Rossi stia facendo un buon lavoro con tutti i suoi piloti della Academy.

Tu che rapporto hai con loro, visto che quando hai cominciato tu non c'era ancora?
Penso che Valentino abbia creato un bel progetto. È anche uno stimolo per lui, che dopo tantissimi anni non si allena più da solo ma con tanti piloti giovani. Vale è unico, per me correrà ancora per due o tre anni. A casa non ce lo vedo.

E poi, a proposito di giovani che vengono dalla Moto2, siamo tutti curiosi di vedere che cosa combinerà quest'anno Franco Morbidelli.
Con lui abbiamo cominciato da quando eravamo piccoli, con le minimoto. Già allora era un talento, ma in questi ultimi due anni è cresciuto tantissimo. L'anno scorso si è meritato il campionato del mondo e per me farà bene anche in MotoGP.

Tu ci pensi mai alla MotoGP? Conta che quest'anno salirà Luthi che, come te, ha corso a lungo in Moto2 e forse non ci si aspettava più che potesse fare il salto, invece l'ha fatto. E anche Simeon, che era nel tuo stesso team l'anno scorso... magari porta bene.
Alcuni fanno il salto per merito, altri per altri motivi... Non mi è mai arrivata una proposta concreta di passare in MotoGP, forse perché non me lo sono meritato. Ma vediamo di fare bene e di sicuro una possibilità ci sarà, anche se non sono più giovane.

Lo stesso Zarco è passato in MotoGP non più giovane, ma è andato subito fortissimo.
Io, dopo sedici anni, ancora mi sento giovane e in forma. Ogni volta mi preparo sempre meglio: penso che anche il fatto di diventare adulto ti fa maturare.

Ultimamente questa corsa ai giovanissimi si sembra arrestata.
Arrivano tanti giovani dalla Moto3. Alcuni fanno il salto direttamente in MotoGP, come Miller, ma per lui non è stato facile, anche se penso che quest'anno con Ducati farà molto bene. Eppure, se vedi Valentino Rossi, o Max Biaggi che ha chiuso la carriera oltre i 40 anni, ancora ne ho di strada davanti.

Questo dimostra anche che la Moto2 è una categoria che prepara bene alla MotoGP?
Sì. Tanti la criticavano, eppure Marquez, Zarco e gli altri passati alla classe regina sono andati subito forte. La categoria è molto costruttiva, la moto senza elettronica, quindi gestisce tutto il pilota, e le gare combattute: in un secondo ci sono trenta concorrenti, quindi per me il livello è molto alto.