25 luglio 2021
Aggiornato 13:30
MotoGP

Beltramo intervista Lorenzo: «Vincere con Ducati? Questione di tempo»

Jorge fa il punto ai nostri microfoni sulla «sfida difficile» che ha accettato con la Rossa: «Quest'anno puntiamo a lottare con entrambi i piloti per il titolo»

BOLOGNAJorge Lorenzo, nel 2017 hai avuto tante difficoltà, forse più di quelle che ti saresti aspettato, però poi gradualmente sei cresciuto, c'è stato un progresso importante.
È evidente che la stagione non è andata come avremmo voluto. Sapevo già che sarebbe stata molto difficile, quando ho intrapreso questa sfida. Forse proprio questo è stato il motivo per cui l'ho accettata, perché a me piacciono le difficoltà: e, dopo tanti anni e tanti Mondiali vinti con la Yamaha, volevo trionfare con un'altra moto. In effetti abbiamo incontrato un po' più di problemi di quelli che ci aspettavamo, però non abbiamo mai perso la fiducia, la pazienza, i nervi, abbiamo continuato a lavorare sodo e a credere sempre nel nostro lavoro. Alla fine si è visto: nelle ultime cinque o sei gare abbiamo ottenuto risultati molto migliori di quelli all'inizio.

Anche il tuo compagno di squadra si è rivelato molto migliore di quello che ti saresti aspettato: Andrea Dovizioso è cresciuto molto.
Penso che siano state tante le variabili che, messe insieme, hanno fatto sì che Andrea abbia disputato la sua miglior stagione in MotoGP. Lui guidava da cinque anni questa moto, e questo è importantissimo, in particolare per una così speciale e diversa dalle altre: immagina se anche io guidassi la Ducati da cinque anni, la capirei come facevo con la Yamaha. Andrea ha approfittato di questa esperienza, questo gli ha dato una mano, senza togliere meriti alla sua stagione incredibile: ha lottato con Marquez in tutte le gare, che non è un compito facile. Anche la Ducati, anno dopo anno, ha migliorato le sue prestazioni, fino ad ottenere le migliori in assoluto del suo pacchetto nel 2017. Adesso penso che abbiamo l'opportunità di vedere, per la prima volta nella storia, due piloti Ducati che lottano per il Mondiale: non è mai successo prima.

Tra le cose che hai faticato a capire, qual è stato l'aspetto più difficile?
Mi ricordo quando sono arrivato a Sepang, un circuito che tutti conosciamo benissimo, perché è uno di quelli in cui effettuiamo i test pre-campionato: guidando uguale alla Yamaha, giravo due secondi più lento. Dovizioso era tra i primi, io indietro: non capivo cosa stesse succedendo, e ho cominciato a pensarci, a lavorare. Mi sono reso conto che non potevo guidare la Ducati come facevo con la Yamaha. Tutti questi cambiamenti sono durati un anno, ma quando li ho capiti i risultati sono iniziati ad arrivare.

Ti è mancato tempo, hai detto.
Tempo per me, ma anche per la Ducati di trovare soluzioni adatte al mio stile di guida. Ho potuto fare solo il test di Valencia nel 2016, perché non mi hanno permesso di farne altri, e in un anno non c'è stata la possibilità di cambiare radicalmente la moto per adattarsi un po' di più alle mie esigenze. Durante la passata stagione sono stato soprattutto io ad adattarmi alla moto, ma in questa credo che succederà l'opposto: la Ducati si adatterà di più al mio stile.

La cosa importante è trovarsi.
Stiamo lavorando proprio per incontrarci, perché il binomio Lorenzo-Ducati sia forte.

Ti è piaciuto arrivare in una squadra così diversa dalla Yamaha, italiana e con tanta passione?
Sinceramente io sono stato sempre benissimo alla Yamaha, una squadra familiare, competitiva, seria, con molte capacità. Ma, come succede a tutti, dopo tanti anni con lo stesso lavoro o condividendo la vita con la stessa persona, la routine ti fa perdere un po' la passione. E quella passione l'ho ritrovata alla Ducati, in questa sfida difficile che voglio vincere. Non sarà facile, ma penso che si possa fare. Abbiamo tutti la capacità per riuscirci. Penso che sia solo questione di tempo perché arrivino le vittorie non solo dalla parte di Dovi ma anche dalla mia.