23 settembre 2020
Aggiornato 17:30
MotoGP | Gran Premio di Aragona

Beltramo: Bravo Valentino Rossi, dimostri passione, amore e voglia

Il nostro Paolone si toglie «tanto di cappello» di fronte a questo rientro lampo: «Speriamo che sia in forma e riesca a lottare per fare un buon risultato. Sono tanti i piloti che hanno esagerato per correre: sono fatti così. Ma il Dottore, alla sua età, si comporta ancora come se avesse 20 anni...»

MILANO – La notizia ufficiale è arrivata oggi, alla vigilia del quattordicesimo appuntamento del Motomondiale in Spagna: «Valentino Rossi tenterà di correre, nel senso che andrà ad Aragona per cercare di guidare la sua M1 – racconta il nostro Paolo Beltramo – Domani, giovedì, si sottoporrà alle visite: lo faranno camminare senza stampelle e così via. Dopodiché venerdì mattina disputerà le prime prove libere e vedrà come si troverà. C'è sempre lì Van der Mark come riserva, anche se le sue speranze di debuttare nel Mondiale MotoGP a questo punto mi sembrano ridotte al lumicino. Il fatto che Valentino abbia compiuto il primo giorno, lunedì, quattro giri di prova prima della pioggia, e che poi il secondo, ieri, ne abbia fatti addirittura venti su una R1 stradale dimostra tutta la sua grandissima voglia di tornare. A questo punto ci togliamo tanto di cappello e speriamo che sia in forma e che riesca a lottare per fare un buon risultato».

Quelli che corrono nonostante tutto
Insomma, il Dottore tenterà un rientro lampo che sa di mezzo miracolo, anche se non è completamente senza precedenti: «Nella storia, di piloti che hanno esagerato per tornare in pista ce ne sono tanti: mi ricordo Reinhold Roth che, a Hockenheim, si ruppe la clavicola al sabato e alla domenica arrivò secondo, per quanto con la 250, quindi una moto più leggera e con meno cavalli. Takazumi Katayama vinse il Mondiale ad Abbazia, un circuito stradale pericolosissimo, scappando di notte dall'ospedale con due clavicole rotte e correndo il giorno dopo nella 350: erano ancora gli anni '70. Ma un decennio dopo Petersen, un sudafricano, con la Suzuki a Kyalami andò dal dottor Costa con una falange rotta. E, messo di fronte alla decisione: 'Se la curiamo corri tra 15 giorni, se la tagliamo corri subito', si fece amputare. O Jorge Lorenzo, che tornò ad Assen dopo essere operato alla clavicola: i piloti sono fatti così. Quello che stupisce di Valentino Rossi è che si comporti come un ragazzino di vent'anni ancora alla sua età. Questo vuol dire passione, amore, voglia, e ci piace molto. In bocca al lupo, Vale».