16 giugno 2019
Aggiornato 23:30
MotoGP | Gran Premio di San Marino

Beltramo intervista Zarco: «Al posto di Valentino Rossi non ci penso»

Il suo nome è circolato tra i possibili sostituti dell'infortunato Dottore, ma lui smentisce: «Meglio proseguire il lavoro con la mia squadra e la mia moto». L'obiettivo è sfruttare la M1 del 2017, che spesso va meglio della nuova. E sfruttare la sua assenza per recuperare in classifica

MISANO ADRIATICO – Johann Zarco si presenta al Gran Premio di Misano con addosso l'etichetta di vera sorpresa della stagione: «All'inizio del campionato volevo restare nei primi dieci e arrivare a punti in tante gare – racconta il debuttante francese del team satellite Yamaha, la Tech3, ai microfoni del nostro Paolo Beltramo – ma quando ho visto che la Yamaha aveva questo potenziale, che già dalla prima gara riuscivo a sorpassare gli altri, allora ho provato a rimanere su questo ritmo. La MotoGP è faticosa, ma sono già contentissimo di essere sesto. Il mio obiettivo è confermarmi il migliore dei debuttanti, ma con l'infortunio di Valentino Rossi adesso e anche Dani Pedrosa che non è così lontano in campionato, vorrei prendere punti e crescere anche in classifica».

Sulla strada giusta
E, a proposito dell'infortunio del Dottore, il suo è stato tra i nomi circolati per prendere il suo posto sulla moto ufficiale (che alla fine è stata lasciata vuota). Ma il diretto interessato smentisce: «No, non ci ho neanche pensato. Meglio proseguire il lavoro con la mia squadra e la mia moto: c'è più feeling così. Ho ancora talmente tanta strada da fare per crescere che è meglio mantenere la situazione che conosco». Anche perché, in questo pazzo Mondiale, spesso la Yamaha dell'anno passato si è dimostrata più competitiva di quella nuova: «Non lo so – risponde Zarco – C'è talmente tanto da capire su queste moto, che vanno fortissimo... Quando sono sulla M1 mi rendo conto che non la riesco ancora a sfruttare al 100%. Quando ce la farò, salirò sul podio. L'obiettivo è vincere, anche in MotoGP. Credo che sia possibile, ora dobbiamo realizzarlo».