22 ottobre 2019
Aggiornato 17:30

Danilo Petrucci: «Volevo essere come Nicky Hayden»

Parla uno degli idoli di casa, il pilota della Ducati satellite del team Pramac, alla vigilia del suo Gran Premio a domicilio del Mugello: «Le nostre aspettative sono alte. Le gomme più dure? Non credo che i valori cambieranno molto. La Desmosedici GP17? Ci manca ancora qualcosa»

FIRENZEDanilo Petrucci, la Ducati è reduce da due weekend uno molto positivo, quello di Jerez, l'altro molto negativo, quello di Le Mans. Che cosa ti aspetti qui al Mugello?
Vorrei prima di tutto tornare a vedere il traguardo, perché a Le Mans stavamo comunque facendo una gara positiva ma abbiamo rotto la moto. Qui le aspettative sono alte, ma c'è da fare il lavoro solito. Si tratta né più né meno di un weekend normale, ma è molto più bello, per la gente e per la nostra pista di casa.

La Desmosedici GP17 è come te l'aspettavi o speravi in qualcosa di meglio?
Ancora non penso che abbia raggiunto il massimo del potenziale. Stiamo facendo tanti test e cambiando tanti dettagli. Siamo molto vicini al limite, ma per arrivare a combattere con gli altri ci manca ancora qualcosa. C'è da lavorarci, ma la moto è molto competitiva.

Questo weekend debuttano anche le gomme con la carcassa più dura. Tu sei stato uno dei piloti favorevoli, a differenza ad esempio di Jorge Lorenzo che guida la tua stessa moto. Cosa cambierà?
Quando le abbiamo provate io ero neutrale, non notavo una grossa differenza tra le due gomme a livello di prestazioni. Quello che cambia, semmai, è che lo pneumatico che utilizzeremo da questo Gran Premio è più rigido di consistenza. Il precedente, al contrario, era un po' più morbido: questo ti permetteva di sentire un po' meglio la moto, ma allo stesso tempo si muoveva molto e ad alcuni piloti questo non piaceva. Quindi si è tornati a questa gomma più dura. Quando l'ho provata mi sono sembrate molto simili, adesso vedremo al Mugello come si comporteranno.

Ti aspetti dei cambiamenti nei valori in campo, magari a favore di quei piloti dalla guida più aggressiva come Valentino Rossi e Marc Marquez?
Non so, magari nelle prime due gare, ma non credo. Le gomme sono uguali per tutti, c'è chi si abitua prima e chi dopo, ma alla fine comunque saranno tutti lì come al solito. Non credo che i valori cambieranno molto.

Chiudo chiedendoti un tuo personale ricordo di Nicky Hayden.
Nicky era forse la persona più benvoluta da tutto il paddock. Oggettivamente non c'era nessuno a cui stesse antipatico. Era sempre il primo a salutarti, per me fu l'unico pilota a cercarmi per complimentarsi quando arrivai in Ducati. Era sempre molto bello parlargli, perché rappresentava il sogno del ragazzo americano, venuto da lontano, che ha vinto il campionato del mondo. Mi sarebbe tanto piaciuto essere come lui.