16 ottobre 2019
Aggiornato 01:00

Nicky Hayden e Valentino Rossi: rivali, ma soprattutto amici

Avevano lottato l'uno contro l'altro nel Mondiale 2006, vinto dall'americano. Ma avevano anche condiviso la stessa squadra sia ai tempi della Honda che a quelli della Ducati. Sviluppando un rapporto vero e sincero che si è interrotto solo per colpa di questa maledetta fatalità

ROMA – Un rapporto vero, sincero, il loro. Che nemmeno la rivalità in pista è mai riuscita a scalfire. Nicky Hayden, che si è spento oggi all'età di 36 anni dopo il terribile incidente in bicicletta di cui era stato vittima nei giorni scorsi in Romagna, era uno dei migliori amici di Valentino Rossi, fin da quando i due furono compagni di squadra al'esordio del Kentucky Kid nel Motomondiale, nel 2003 con la Honda. Poi Vale e Nicky erano anche stati avversari diretti, nel 2006, quando a trionfare fu proprio lo statunitense, vincendo il suo primo e unico titolo iridato. Ma le loro strade si erano poi di nuovo incrociate nel biennio 2011-2012, quello della Ducati, in cui proprio aver ritrovato il suo compagno fu una delle note positive di un periodo per il resto nero nella carriera del Dottore. Tanto che i due non perdevano occasione di condividere momenti insieme anche lontano dalle piste, come in queste immagini in cui si divertono insieme sulle nevi di Madonna di Campiglio a margine della presentazione della loro Desmosedici. Non a caso, proprio Valentino Rossi è stato uno dei primi colleghi a dedicare un suo pensiero allo sfortunato collega sui social network. E il suo, come sempre capita quando il fuoriclasse di Tavullia lascia trasparire i suoi sentimenti più intimi, è stato un messaggio lungo e commosso: «Nicky è uno dei migliori amici che ho avuto nel paddock – ha scritto il nove volte campione del mondo – Siamo stati compagni di squadra con la Honda nel suo anno da rookie, il 2003, quando era un giovane debuttante alla prima esperienza europea. Quella stagione si chiuse con il Mondiale per me e con il suo primo podio a Phillip Island. Dopo qualche anno abbiamo lottato uno contro l'altro per il Mondiale 2006 fino all'ultima gara e alla fine, purtroppo per me, mi ha battuto ed è diventato il campione del mondo della MotoGP. Dopo la gara ci siamo dati la mano e ci siamo abbracciati. In seguito siamo stati ancora compagni di squadra nei difficili anni della Ducati, quando parecchie volte abbiamo lottato all'ultimo sangue, magari per conquistare l'ultimo posto nella top five. Nicky veniva spesso al Ranch, dove era sempre uno spettacolo vederlo e cercare di carpire qualche segreto battagliandoci insieme, perché lui è uno dei più veloci flattisti del mondo e prima di passare all'asfalto ha vinto le più importanti gare di flat track americano come il Peoria Tt. Il più bel ricordo che ho di lui però è quando è venuto a darmi la mano dopo la sfortunata gara di Valencia 2015, durante il giro d'onore. Per lui era l'addio alla MotoGP, io avevo appena perso il Mondiale. Il suo sguardo di supporto dentro il casco è uno dei pochi ricordi positivi che ho di quel giorno».