12 aprile 2021
Aggiornato 02:00
Tennis | ATP Miami 2021

Jannik Sinner si arrende a Miami: «Quando vieni qui a 19 anni o vinci o impari»

Nella finale del Master mille di Miami Sinner si è dovuto arrendere all'amico Hubert Hurkacz, il polacco che l'ha battuto 7-6 (4) 6-4 in un'ora e 44' per al termine di un match che lascia non pochi rimpianti

Jannik Sinner a Miami
Jannik Sinner a Miami ANSA/EPA

«Congratulazioni Hubie, in questi 10 giorni hai mostrato tutto il tuo talento. Hai davanti un grande futuro. Spero che giocheremo ancora il doppio insieme». E ancora «Grazie al mio team, lì nell'angolo. Le ultime due settimane sono state importanti perché abbiamo migliorato molto. Oggi non è stata la nostra giornata, ma voglio ringraziarvi e ringrazio tutti quelli che guardano da casa. Torneremo più forti». Jannik Sinner nella finale del Master mille di Miami si è dovuto arrendere all'amico Hubert Hurkacz, il polacco che l'ha battuto 7-6 (4) 6-4 in un'ora e 44' per al termine di un match che lascia non pochi rimpianti. Sinner ha avuto la grande occasione per far girare il match in suo favore sul 6-5 e servizio nel primo set ma ha avuto un passaggio a vuoto che gli è costato carissimo, soprattutto a livello mentale.

Sfuma così la possibilità di essere il secondo italiano, dopo Fognini (2019 Monte Carlo) a conquistare un Master 1000. In questo caso in Florida. Florida che il 19enne altoatesino ha ringraziato al termine del match. «Avete riportato il pubblico, per noi giocatori è importante sentire i tifosi. Grazie al torneo e a chi è venuto». Sinner comunque si consola con il fatto che guadagna 9 posizioni mondiali passando dal numero 31 al numero 22 del mondo. E nella race, la classifica che a fine anno qualifica i migliori 8 per il Masters di Torino, Sinner è già numero 7 del mondo. Una settimana d'oro quella del ragazzo di Sesto Pusteria, protagonista del futuro che inciampa sul più bello in Florida come era accaduto a due miti del tennis: qui, rispettivamente nel 2002 e nel 2005, furono anche Roger Federer e Rafael Nadal a raggiungere e perdere la loro prima finale in un 'Mille'. Nel giro di poco più di due anni ed un mese, Sinner ha scalato oltre 300 posizioni nel ranking: nel febbraio 2019, vincendo il Challenger di Bergamo, si era portato al numero 324 ATP.

E l'Italia stabilisce un nuovo record piazzando 10 giocatori tra i primi 100 del mondo nel ranking Atp che verrà pubblicato domani mattina. I fantastici 10 sono Matteo Berrettini numero 10, Fabio Fognini numero 18, Jannik Sinner numero 22, Lorenzo Sonego 34, Stefano Travaglia 68, Salvatore Caruso 87, Lorenzo Musetti 90, Gianluca Mager 91, Marco Cecchinato 93 e Andreas Seppi 96. Meglio dell'Italia solo la Francia e la Spagna con 11 top cento.

«Quando vieni qui a 19 anni o vinci o impari»

«Perdere la finale oggi non è facile, oggi non è andata bene. Ma o vinci o impari. A 19 anni, alla prima finale qui, ovviamente vuoi vincere, Ero un po' nervoso, già ieri e poi all'inizio della partita ma è normale. Oggi non era la mia giornata, complimenti a Hubi» ha detto Sinner in conferenza stampa dopo la partita.

«Ho commesso alcuni errori, ne ho fatti almeno un paio nel tiebreak. Non ho servito bene, specialmente all'inizio del secondo set, e non rispondevo abbastanza profondo. Per tutto il torneo, ho deciso io come giocare contro ogni avversario, ero io a comandare il gioco. E di questo sono felice. Ma se avessi tenuto dentro la palla sul 30-30 quando serviva sul 4-3 e sul 5-4, magari staremmo ancora giocando». «Sono venuto qui con la mentalità di vincere. Sapevamo che Rafa, Roger, Novak, Thiem non avrebbero giocato. Penso che fosse una grande opportunità per tanti giocatori. Siamo venuti qui cercando di vincere ogni partita nel modo giusto. Venire a rete, cercare di far gioco, di muovere il mio avversario. Dalla sconfitta di oggi posso imparare molte cose, anche se è difficile per me parlare subito dopo il match perché nella testa sono ancora dentro la partita. Comunque credo che da fondo anche oggi comandavo io il gioco. Di questo sono felice, anche se ho commesso un paio di errori in momenti importanti».

Ma l'elemento principale, dice, è un altro. «Per me la cosa più importante è aver dimostrato che sono migliorato rispetto all'ultimo torneo. Il miglioramento conta più di tutto per me. Devo ancora parlare con il team della partita - spiega -. Mi piace sentire la loro opinione, poi decideremo su quale parte del mio gioco lavorare per migliorare. Anche se credo di dover migliorare tutto, dal punto di vista anche fisico e mentale».

L'impressione è che questa sia solo la prima di una serie di grandi partite e di prestigiose occasioni nel futuro del giovane azzurro. «Penso che la prossima generazione di giocatori sia divertente da guardare. Ma deve ancora dimostrare di poter battere i tre grandi. Magari i big perdono una partita o due, ma i più giovani, da quello che vedo, non sono ancora pronti a vincere sistematicamente contro di loro. Prima o poi, il momento [del cambio generazionale] arriverà, magari fra due o cinque anni, non lo so. Ma ci sarà, e poi verranno altri giocatori. Staremo a vedere» ha dichiarato Sinner ai giornalisti dopo la partita.