17 giugno 2019
Aggiornato 18:30

Gazidis smantella il Milan: l’ennesima rivoluzione inquieta i tifosi

Ufficiali gli addii del direttore tecnico Leonardo e dell’allenatore Gattuso, al Milan rimane in dubbio Maldini che ancora non ha sciolto la prognosi sul suo futuro. Ora i tifosi rossoneri si interrogano sulle reali ambizioni di Elliott.

Leonardo e Maldini
Leonardo e Maldini ( ANSA )

MILANO - Alla faccia dell’incompatibilità. Il direttore tecnico Leonardo e l’allenatore del Milan Gattuso, secondo una gran parte dell’opinione pubblica arrivati ai ferri corti per una sana e irrefrenabile intolleranza reciproca, lasceranno entrambi il club di via Aldo Rossi. E sapete la novità più incredibile? Lo faranno entrambi per lo stesso motivo: totale contrapposizione con le strategie della nuova proprietà americana.

Nemici - a detta dei bene informati - quando lavoravano insieme, sulla stessa lunghezza d’onda al momento di abbandonare la nave ed affrontare una nuova avventura. Che poi tra Gattuso e Leonardo la situazione non era affatto così insostenibile. La riprova si è avuta quando l’allenatore calabrese, interpellato su alcune scelte di mercato alla vigilia di Spal-Milan, ha preso le difese del manager brasiliano spiegando che le operazioni Laxalt e Castillejo - tra le più criticate dalla tifoseria e dalla stampa specializzata - sono state realizzate solo perchè con Genoa e Villarreal il Milan aveva in sospeso altre questioni, nella fattispecie Lapadula e Bacca, altrimenti forse, con una disponibilità economica diversa, ci si sarebbe rivolti altrove.

Eroe rossonero

Ad elevare Rino Gattuso al rango degli eroi rossoneri, è stata la sua decisione di dimettersi, rinunciando per altro ad un cospicuo bottino di 5,5 milioni («per me il Milan non sarà mai una questione di soldi») in aperto contrasto con la decisione della società di proseguire sulla strada dei giovani senza alcuna prospettiva di successo nell’immediato. Che sia chiaro, nulla contro i giovani, ma la teoria difesa a spada tratta da Gattuso, e prima di lui da Leonardo, poggia sulla certezza che solo con i ragazzini non si va da nessuna parte. Per essere vincente una squadra deve essere un giusto mix di freschezza, energia, vitalità, intraprendenza, sfacciataggine e sfrontatezza da una parte, ma anche esperienza, carisma, attitudine al successo, personalità, spessore e capacità di gestire le situazioni difficili. Un’alchimia necessaria per raggiungere determinati traguardi sulla quale però Ivan Gazidis non ha voluto ascoltare ragioni.

Il picconatore

Così, dopo aver bocciato gli ingaggi di Ibrahimovic e Fabregas a gennaio (ci sono pochi dubbi sul fatto che con in squadra i due talenti lasciati liberi di accasarsi altrove, oggi saremmo qui a celebrare la Champions League rossonera), adesso l’amministratore delegato sudafricano è pronto a dare un’altra picconata epocale alle legittime ambizioni e ai sogni di gloria dei tifosi milanisti, dando via libera a due personaggi che nel bene o nel male hanno dimostrato tutto il loro attaccamento alla gloriosa maglia del Milan.

E adesso tutti si interrogano sul futuro del Milan. Una domanda che nelle ultime ore sta avvelenando l’aria dei tifosi rossoneri come una mefitica nube tossica. Intanto sarà importante capire se a Leonardo e Gattuso si aggiungerà anche Paolo Maldini, il quale dopo un lungo colloquio con Gazidis è in attesa di dare la sua risposta all’ad di casa Milan. E poi bisognerà coprire le due caselle attualmente rimaste vuote nell’organigramma della società, quella del direttore tecnico e quella dell’allenatore, di fatto le due figure più importanti per delineare le ambizioni e le prospettive future dell’ex club più titolato al mondo.

L’ennesimo ribaltone

Comunque vada sarà una sconfitta. Anche se dovessero arrivare dt e mister migliori del mondo, e abbiamo i nostri macroscopici dubbi in proposito (a proposito, sembra ufficialmente tramontata la suggestione Campos del Lilla) al Milan sta per materializzarsi l’ennesima rivoluzione. Non è ancora stato pagato lo scotto dell’ultimo ribaltone societario targato estate 2018, che in via Aldo Rossi già fervono i preparativi per quello nuovo. Ormai il Milan ricorda Los Angeles, sempre in precario equilibrio sulla faglia di Sant’Andrea ed in costante emergenza terremoto.

Ma tant’è, sembra proprio che non se ne possa fare a meno: se al Milan ogni anno non si riparte da zero proprio non ci si diverte. E pazienza se l’unica cosa di cui invece avrebbe bisogno una società che ha visto sfilare ben tre proprietà diverse negli ultimi 24 mesi è solo ed esclusivamente stabilità.