12 dicembre 2019
Aggiornato 00:00

Fabio Fognini pronto per Roma: «Ma con Tsonga sarà dura»

Il tennista italiano al primo turno trova il francese: «Ci sarà da correre, ma anche lui sa che sono pericoloso. Sarà una bella partita, ma molto molto dura»

Fabio Fognini
Fabio Fognini ANSA

ROMA - Dopo la vittoria al Masters 1000 di Montecarlo, Fabio Fognini si prepara a scendere in campo sulla terra rossa del Foro Italico. In conferenza stampa agli Internazionali BNL d'Italia 2019, il tennista ha assicurato che giocherà il suo miglior tennis per entrare nella top ten della classifica ATP.

«Devo essere sincero, mi si è riacutizzato il dolore alla coscia ma ovviamente sono contento di ritornare qua a Roma - ha detto Fognini ai giornalisti - è un torneo bello, ma difficile. Cercheró di dare il meglio di me stesso, in questo momento non so dire quanto, ma sono contento».

Il «peso» della vittoria a Montecarlo

Fognini, attualmente numero 12 della classifica mondiale, porta il 'peso' della vittoria a Montecarlo. «Vincere un torneo così grande - ha sottolineato - ti può far capire tante cose. La vittoria è arrivata in modo inaspettata e anche meritata. Penso di aver giocato un ottimo tennis soprattutto con Rafa (Nadal, ndr) e anche la finale partendo da favorito era doppiamente difficile. Ora devo essere bravo a programmare la stagione».

Domani il tennista italiano affronterà al primo turno il francese Tsonga. Scherza Fognini: «Avrei voluto affrontare qualcun altro sicuramente - dice - è una partita complicata con un avversario di esperienza che è stato nei primi dieci al mondo. Ci sarà da correre, ma anche lui sa che sono pericoloso. Sarà una bella partita, ma molto molto dura. Entrambi abbiamo il 50 per cento di probabilità di vittoria».

Resto con i piedi per terra

E a chi gli domanda se si vede nei quattro-cinque giocatori che potrebbero vincere il Roland Garros, Fognini risponde: «Sono uno che resta con i piedi per terra. Dipende da molti fattori, come il tabellone. Ma so che posso giocare un buon tennis. Però partire favorito, insieme ai 4 dell'Ave Maria, direi di no».