21 ottobre 2019
Aggiornato 00:00

Juventus: tutti i nomi per il dopo Allegri

Continuano a susseguirsi le voci di un addio del tecnico bianconero a fine stagione. Società e dirigenza lavorano alle possibili alternative

Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus da 5 anni
Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus da 5 anni ANSA

TORINO - Il quinto scudetto su cinque anni di panchina juventina sta per essere messo in cantiere, la Coppa dei Campioni che resta un sogno (forse) impossibile: la storia di Massimiliano Allegri alla Juventus verrà ricordata comunque come un trionfo continuo, nonostante qualche mugugno per quell’Europa rimasta una chimera e le lamentele dopo il ko in casa dell’Atletico Madrid, peraltro ancora «ribaltabile» nel ritorno dello Juventus Stadium il 12 marzo prossimo. Allegri lascerà i bianconeri a giugno, ormai sembra quasi certo: prima le dichiarazioni dello stesso tecnico livornese («Resto certamente, anche se non si sa mai»), poi le sibilline sensazioni del suo mentore Giovanni Galeone («Allegri andrà via a giugno, sono convinto»), oltre all’impressione che, comunque andrà a finire in Coppa dei Campioni, il tecnico toscano saluterà, non per divergenze ma per la fine fisiologica di un ciclo eccezionale che ha completato il percorso già iniziato nel 2011 da Antonio Conte.

Sostituti

Ma se davvero Allegri lascerà Torino, chi sarà il suo successore sulla panchina dei campioni d’Italia? La scelta non è semplice, perché dopo 8 anni sugli scudi, trovare un degno sostituto non è affatto una bazzecola. Il preferito dalla dirigenza bianconera (nonché dai tifosi) è Zinedine Zidane, forse l’unico con le spalle sufficientemente larghe per subentrare ad un allenatore capace di inanellare una serie di trionfi come fatto da Allegri; ma riportare il francese in Italia non è semplice, sull’ex fantasista c’è mezza Inghilterra, pronta a far follie economiche pur di avere l’allenatore che ha vinto 3 Coppe Campioni di fila. In caso di assalto fallito a Zidane, Agnelli, Marotta e Paratici potrebbero sondare altri due francesi, ovvero Laurent Blanc, che però affascina meno rispetto al connazionale, e soprattutto Didier Deschamps (ex calciatore bianconero ed allenatore nell’anno della serie B, fresco campione del mondo con la nazionale transalpina), da molti indicato come prima scelta in assoluto dopo Zidane.

Profili italiani

Di minor credibilità, poi, gode Massimo Carrera che dopo lo scudetto con lo Spartak Mosca non si è ripetuto. In lizza restano Simone Inzaghi (il miglior profilo italiano per i dirigenti juventini) e più defilato Gian Piero Gasperini che affascina per il lavoro svolto a Bergamo, ma sul quale pende come una pesante spada di Damocle il fallimento dell’avventura interista e la sensazione di non reggere una platea esigente come quella juventina. Pressoché vicine allo zero, invece, le possibilità per Sarri (troppo filosofo e senza quell’eleganza quasi pretesa dal mondo Juve) e per Luciano Spalletti, tecnico bravo, capace ed esperto, ma dal carattere troppo bizzoso per quanto richiesto a Torino.  

Amarcord

Infine un’ipotesi tanto affascinante quanto improbabile, ma da non scartare con certezza, ovvero il clamoroso ritorno di Antonio Conte dopo 5 anni; l’allenatore leccese si è lasciato male con la Juventus nel 2014, ma tanto rancore è sintomo anche di tanto amore e l’esigenza dei bianconeri di reperire un tecnico di primo livello potrebbe sposarsi a meraviglia con quella di Conte, alla ricerca di una panchina di prestigio dopo l’annata di pausa post Chelsea. I precedenti di Trapattoni e Lippi, entrambi tornati alla Juve dopo altre esperienze, fanno inoltre riflettere sulla capacità di juventina di riscoprire anche vecchi affetti. In fondo, non è forse vero che certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano?