21 ottobre 2018
Aggiornato 13:50

Di Giannantonio Re di Thailandia, Martin 4° sempre più leader

Di Giannantonio trova 25 punti fondamentali per la sua personale rincorsa al titolo Moto3
Di Giannantonio Re di Thailandia, Martin 4° sempre più leader
Di Giannantonio Re di Thailandia, Martin 4° sempre più leader (Gresini Racing)

BURIRAM - Grandissimo esordio del Team Del Conca Gresini Moto3 sul tracciato di Buriram con Fabio Di Giannantonio che conquista la seconda vittoria della sua stagione e della sua carriera e con Jorge Martin che sfiora il podio in una gara tra le più complicate di questo 2018.

Di Giannantonio trova 25 punti fondamentali per la sua personale rincorsa al titolo Moto3 (ora sono 29 le lunghezze di distanza dal compagno di squadra e appena 3 da Bezzecchi) al termine di un gran premio condizionato dal grande caldo e da continui sorpassi con un gruppone di testa che solo nel finale si limita a 6/7 piloti.
Tra questi c’è anche Jorge Martin che arriva ad occupare anche la 18ª piazza di questo GP ma che è bravo a rimanere concentrato ed evitare problemi fino all’ultima curva quando il contatto tra Bastianini e Bezzecchi gli consegna la quarta posizione finale e un vantaggio di ben 26 punti in classifica generale.

Il Team Del Conca Gresini Moto3 può ora prepararsi per il Giappone dove potrebbe già conquistare il titolo mondiale per Team: con 100 punti ancora in palio il duo Martin-Diggia vanta 99 lunghezze sui primi Rivali di PruestelGP.

1º - FABIO DI GIANNANTONIO #21 - «È stata la gara più difficile della mia carriera. Faceva caldissimo, era difficile rimanere in sella alla moto e c’erano tantissimi piloti a giocarsi la gara. Ci abbiamo messo il cuore e abbiamo portato a casa una vittoria importantissima che ci permette di fare un bel salto anche in classifica. Grazie a tutto il team per il lavoro che fa sempre. Godiamoci questa vittoria ora e poi ci vuole carica per questa tripletta: l’obiettivo è arrivare a Valencia con opzioni di titolo».

4º - JORGE MARTIN #88 - «Fine settimana da pazzi, purtroppo con la moto non ero in perfetta sintonia, ma poi quello che mi è successo in clinica non me lo aspettavo assolutamente. Con un nervo in quelle condizioni non posso ancora adesso aprire le mani, quindi usare la frizione diventava complicatissimo. Abbiamo dovuto costruire un guanto apposta perché potessi usare il cambio, un’opera di ingegneria praticamente. Ieri pensavo di non correre, oggi ho pensato di ritirarmi, poi ho visto un paio di cadute e ho stretto i denti per fare qualche punto. Ci è andata bene».