18 agosto 2018
Aggiornato 13:00

Il Sassuolo si rifÓ sotto per Locatelli: il Milan cambia strategia

Il giovane centrocampista rossonero rimane nel mirino della societÓ emiliana, mentre la dirigenza milanista cambia per la terza volta idea sul futuro del classe '98.
Manuel Locatelli, centrocampista del Milan
Manuel Locatelli, centrocampista del Milan (ANSA)

MILANO - Manca poco alla fine del calciomercato che chiuderà venerdì 17 agosto con quasi due settimane di anticipo rispetto al recente passato. Chiunque voglia vendere o comprare, insomma, deve fare in fretta perchè di tempo non ne resta molto; al Milan, ad esempio, c'è la grana legata a Manuel Locatelli, centrocampista classe 1998, una partenza sprint nell'autunno del 2016 ed un lento ma inesorabile declino che lo ha messo ai margini della squadra, a tal punto da convincere la dirigenza rossonera a riflettere seriamente su una possibile cessione del giovane e promettente calciatore. La trattativa per portarlo al Sassuolo, infatti, è stata messa in piedi da almeno un mese, subendo accelerazioni e rallentamenti, ma rimanendo comunque in piedi.

Divergenze
Inizialmente, peraltro, la partenza di Locatelli appariva scontata, mentre col cambio di proprietà e dirigenza, il Milan aveva bloccato tutto ritenendo il prodotto del settore giovanile milanista una risorsa importante per la squadra di Gattuso. Fra mercoledì e giovedì, però, l'affare ha ripreso corpo, i dirigenti del Sassuolo sono stati nella sede del Milan per chiudere la trattativa e tornare in Emilia con Locatelli seduto sul sedile posteriore della macchina di rappresentanza dei neroverdi. Ma l'incontro non ha chiarito del tutto la situazione: il Milan pare essersi nuovamente convinto a cedere il centrocampista, ma vuole il famoso diritto di riacquisto che invece il Sassuolo non vuole concedere.

Rischi

Dettagli, importanti per carità, ma pur sempre dettagli, con l'impressione che le due società abbiano raggiunto un accordo di massima e che anche Locatelli abbia accettato la nuova destinazione; il rischio, e qua si rischia di essere ripetitivi, è che il Milan possa pentirsi di un passo troppo affrettato e vedersi fra 2-3 anni la valutazione del suo giovane centrocampista lievitata esponenzialmente. Diritto di riacquisto o meno, i rossoneri potrebbero scegliere un azzardo che alla lunga rischia di non pagare.