21 ottobre 2018
Aggiornato 16:00

Fischi da juventini e milanisti: la strana par condicio di Bonucci

Non accennano a placarsi le polemiche per il ritorno in bianconero del difensore azzurro. E le sue prime parole da neojuventino hanno finito per esacerbare gli animi.
Una delle ultime uscite di Bonucci in maglia rossonera
Una delle ultime uscite di Bonucci in maglia rossonera (ANSA)

MILANO - «Torino è casa mia, la Juventus è casa mia. Sono felice di essere tornato. Era difficile da pensare, è bella da realizzare». A queste parole Leonardo Bonucci ha affidato il compito di blandire - o quanto meno provare a farlo - la tifoseria bianconera, apparentemente per nulla contenta del ritorno a casa del figliuol prodigo dopo il doloroso addio di dodici mesi fa.
Così facendo, però, il difensore azzurro è riuscito nell’intento di scatenare la rabbia e la frustrazione del popolo milanista, sentitosi preso in giro e bistrattato dall’uomo a cui era stata perfino affidata in maniere insentata - a questo punto possiamo anche dirlo - la prestigiosa fascia di capitano indossata in passato da bandiere del calibro di Rivera, Baresi e Maldini.

Parità di trattamento
Così mentre al J Medical Bonucci era accolto da uno sparuto gruppetto di tifosi (neppure una ventina), per altro piuttosto diffidenti nei confronti del classe ’87 di Viterbo, di fronte alla sede di Casa Milan c’erano centinaia di fans rossoneri deliranti per applaudire l’arrivo in sede dei neo acquisti Higuain e Caldara, senza risparmiare cori pesanti nei confronti dell’ex capitano: «Bonucci sciacquati la bocca», oltre all’immancabile «Bonucci uomo di m.».
Insomma, con una semplice ed unica mossa, il centrale neo juventino è riuscito del complicato intento di mettersi definitivamente contro la sua ex tifoseria, facendo peraltro storcere il muso a quella attuale bianconera. Anche per questo ci vuole talento.