10 dicembre 2018
Aggiornato 02:00

Milan: l’ultima mossa disperata di Yonghong Li

Potrebbe avere uno strascico l’avventura di mr. Li alla guida del Milan. L’intenzione dell’uomo d’affari cinese è quella di presentarsi al Tribunale del Lussemburgo con una richiesta.
Il proprietario del Milan Yonghong Li
Il proprietario del Milan Yonghong Li (ANSA)

MILANO - Venderanno cara la pellaccia, questo è sicuro. I cinesi sono fatti così, combattono fino all’ultimo e non si arrendono fin quando la sconfitta è evidente. Oddio, la situazione che si sta creando attorno al Milan dovrebbe rientrare in questa casistica, visto che ormai il fondo americano Elliott ha già iniziato le procedure per l’escussione del pegno e ha perfino rimosso Chen Huashan e Henry Isabelle, gli amministratori della Rossoneri Sport (la società di Li che controllava il Milan), sostituiti da Viktor Schuh, Aldo Savi e Gloria Centineo Cavarretta Mazzoleni, evidentemente uomini di Paul Singer.
Malgrado tutto, Yonghong Li non sembra affatto intenzionato a mollare il colpo, anzi è pronto a dare battaglia fino all’ultimo.

Mission impossible
E vorrei ben vedere. Dopo aver acquistato il Milan dalla Fininvest per 740 milioni, oltre 200 milioni spesi per il mercato e qualche aumento di capitale qua e là, perdere tutto questo investimento per la mancata restituzione di 32 milioni di euro appare un non sense. Ecco perchè la prossima mossa di Yonghong Li sembra già fissata: presentarsi al Tribunale del Lussemburgo con l’obiettivo di far stabilire il valore corretto del club rossonero e chiedere contestualmente che l’eventuale extra guadagno di una successiva rivendita vada a lui, con il fondo di Paul Singer che - sempre secondo la logica di mister Li - dovrebbe rientrare solo del suo prestito più interessi, quindi 415 milioni di euro.
Ennesima giocata d’azzardo dell’ormai ex proprietario del Milan oppure scelta ragionata che potrebbe ricadere con effetti tutt’altro che positivi sul futuro del club? La risposta arriverà nelle prossime calde e convulse giornate.