20 novembre 2019
Aggiornato 17:00

Ricorso al Tas: ecco come il Milan proverà a ribaltare la sentenza

I legali del Milan stanno lavorando alla memoria difensiva, ma i punti su cui si farà leva sono essenzialmente tre.

Nella sede di Casa Milan si lavora per il ricorso al Tas
Nella sede di Casa Milan si lavora per il ricorso al Tas ANSA

MILANO - Il dado è tratto. Il ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna dopo la sentenza di esclusione del Milan dall’Europa comminata dall’Adjudicatory Chamber dell’Uefa è stato inoltrato. Non è stato ancora preparato il fascicolo contenente la memoria difensiva che i legali del club rossonero stanno ancora preparando e si prepareranno ad inviare nei prossimi giorni, ma la speranza - non si sa ancora quanto fondata - è quella di ribaltare il verdetto di Nyon e riappropriarsi di quel pass per la fase a gironi di Europa League che Gattuso e i suoi ragazzi hanno conquistato sul campo nel corso della stagione appena conclusa.

Poco ottimismo
Ieri pomeriggio, nel corso dell’appuntamento «AskFassone», organizzato dall’ufficio comunicazione del Milan per mettere in condizione la società di rispondere alle tante domande dei tifosi rossoneri, l’amministratore delegato del club ha manifestato un sentimento piuttosto lontano dalla fiducia e dall’ottimismo: «Non so quali percentuali di riuscita avremo - le parole di Marco Fassone -, ma posso assicurare che daremo il massimo fino al novantesimo e anche oltre perché la sentenza sia modificata. Così non fosse i tifosi non si spaventino: avremo qualche soldo da spendere in meno ma il progetto non cambierebbe. La violazione dei bilanci, nel triennio 2014-2017, effettivamente c’è stata e la sanzione deve esserci, ma proporzionata. E un’esclusione va oltre. Un club come il nostro non lo merita. Mi auguro che i giudici decidano serenamente».

I tre punti chiave
Sarebbero tre i punti chiave su cui il Milan punterà per ribaltare un verdetto considerato troppo penalizzante: dirottare le responsabilità del grave rosso in bilancio nel triennio 2014-17 alla precedente gestione; fare riferimento agli altri casi di conti negativi in cui la vertenza si era chiusa con la concessione del Settlement; e infine (le vere dolenti note per l’attuale dirigenza) cercare di spiegare che se il club ha modificato in corsa il proprio business plan era per necessità e l’eventualità non va interpretata come un difetto di credibilità verso l’attuale management.
Basterà per convincere i tre giudici del Tas a ribaltare una condanna oggettivamente umiliante per il Milan? La risposta è attesa entro il 19-20 luglio.