9 dicembre 2019
Aggiornato 13:00

Ducati, Mugello decisivo per il Mondiale... e per il mercato piloti

Mentre Andrea Dovizioso insegue la vittoria come l'anno scorso, Jorge Lorenzo è ormai al divorzio, e il suo sedile se lo giocano Danilo Petrucci e Jack Miller

Andrea Dovizioso in sella alla Ducati sulla griglia di partenza
Andrea Dovizioso in sella alla Ducati sulla griglia di partenza Ducati

SCARPERIA – Un anno fa, proprio qui al Mugello, Andrea Dovizioso ottenne la sua prima vittoria in casa in MotoGP, e cominciò quell'irresistibile rimonta che lo portò a giocarsi il Mondiale all'ultima gara con Marc Marquez. Dodici mesi dopo la sua situazione di classifica è ancora più nera (si trova solo al nono posto, con ben 49 punti di distacco dalla vetta), ma Desmodovi continua a crederci, e vuole riprovarci ancora. «Stavolta la situazione è un po' diversa – racconta il forlivese della Ducati – Siamo più competitivi, lo abbiamo dimostrato anche sulle ultime due piste dove in passato facevamo più fatica, ma ho pagato l'errore che ho commesso a Le Mans. È stato pesante, anche a livello mentale, ma mi sono preso il mio tempo e l'ho metabolizzato». La velocità, insomma, c'è; l'ottimismo anche. «Ma non mi sento obbligato a vincere, quello sarebbe il modo migliore per sbagliare ancora – afferma il pilota della Ducati – Nei test Marc è stato particolarmente veloce e anche Crutchlow, mi aspetto che siano più vicini rispetto al 2017. Ma il mio approccio al weekend non cambia, perché quasi mai prendendomi più rischi vado più veloce. Non mi metterò a spingere come un pazzo dall'inizio alla fine: la gente si aspetta che io vinca e ci proverò, ma l'obiettivo è fare più podi possibili».

Alle battute finali
Se per Dovizioso in ballo c'è un Mondiale, per il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo c'è forse ancora di più: il suo futuro in MotoGP. «Ad oggi posso solo confermare che non mi ritirerò, anzi che continuerò ancora a correre con una moto competitiva», è l'unica rivelazione che si fa scappare Por Fuera. L'impressione, però, è che la sua luna di miele con la Ducati si sia ormai definitivamente dissolta, e che il loro matrimonio sia ormai avviato verso un inevitabile divorzio: «Ho letto le dichiarazioni di Domenicali, quella è l'opinione del capo – prosegue il maiorchino – Lui dice che sono un grande pilota, ma io non lo credo: io mi considero un campione. E per questo fino alla fine della stagione continuerò a dare il massimo, come ho sempre fatto. Evidentemente, sentite queste parole e visto cosa si respira nell'ambiente, sto valutando le mie alternative, ma tra due settimane al Montmelò ne saprete di più». Il rapporto sembra insomma così deteriorato che anche un eventuale exploit al Mugello non basterebbe a riannodarne i fili: «Ogni gara è importante, questa ancora di più perché è quella di casa per la Ducati, ma non influirà sul mio futuro – ribadisce il cinque volte iridato – Piuttosto penso che da qui alla fine della stagione potremo ottenere grandi risultati, anche perché è arrivato un nuovo serbatoio che mi aspetto possa risolvere i problemi in frenata che mi hanno tormentato dall'inizio dell'anno. Questa è una pista favorevole sia alla moto che al mio stile di guida».

Ballottaggio
A giocarsi il secondo sellino nel team ufficiale restano dunque solo i due piloti satellite oggi in forza al team Pramac, Danilo Petrucci e Jack Miller. Per i quali proprio il risultato del GP d'Italia potrebbe invece rivelarsi cruciale per convincere Borgo Panigale a proporre loro un contratto. «Bello essere in corsa per un posto ufficiale, solo due anni fa non l'avrei mai immaginato – sorride l'australiano – In passato ero noto per la mia incostanza di rendimento, per le mie troppe cadute, ma da quando son salito sulla Ducati è cambiato tutto: sto imparando molto e soprattutto mi sto divertendo di più». Gli fa eco il suo compagno di squadra Petrux: «Per me non cambia niente, ci sono solo più giornalisti italiani a farmi domande... Di sicuro dopo il secondo posto di Le Mans arrivo con spirito positivo, ma devo semplicemente continuare a fare quello che faccio a ogni gara. Semplicemente per modo di dire, ma in realtà il mio obiettivo qui è il podio: non cerco di stare davanti a Jack, ma a tutti i miei avversari».