18 ottobre 2019
Aggiornato 03:30

Mir, il giovane pilota che tutti i team inseguono: da Honda a Suzuki a Ducati

Ha soli vent'anni, in Moto2 ha disputato appena cinque GP (salendo già sul podio), ma ha già convinto le principali case della classe regina delle sue doti

ROMA – C'è un giovanissimo pilota, che corre in Moto2 da soli cinque Gran Premi, che non ne ha ancora vinto nemmeno uno, e che, nonostante questo, è al centro delle attenzioni di quasi tutte le grandi case della MotoGP: si tratta di Joan Mir. È lui la tessera a sorpresa che sta movimentando l'intricato mosaico del mercato in chiave 2019: già, perché sono ben tre i costruttori della classe regina che se lo contendono in vista della prossima stagione. A soli 20 anni, e con appena due stagioni complete di esperienza alle spalle nel Motomondiale, all'apparenza per lui la decisione di passare alla massima categoria potrebbe sembrare affrettata. Ma il titolo vinto da dominatore nel 2017 in Moto3 e la sua rapidissima capacità di adattamento che ha dimostrato nella classe di mezzo, dove domenica scorsa è salito sul podio per la prima volta, al contrario, sembrano aver ormai convinto del suo enorme potenziale tutti gli osservatori. «Penso che sia pronto per il salto – taglia corto il suo manager Paco Sanchez – Il problema è che, se resterà in Moto2 anche nel 2019, sarà costretto ad aspettare altri due anni, che penso siano troppi (perché i contratti di tutti i top rider hanno durata biennale, ndr). Inoltre, l'anno prossimo arriveranno i nuovi motori Triumph e non sappiamo quale telaio funzionerà meglio: sarebbe un grosso rischio. La gente ci dice di stare calmi e non affrettarci, ma è meglio perdere un anno di apprendistato in MotoGP, per poi poter essere pronto nella seconda stagione nel posto giusto. Joan ha vent'anni, non ne ha sedici: ha imparato molto e si allena sempre con una moto 1000 cc, quindi per lui il peso non è una novità. Credo che sia pronto».

Ad un passo dalla firma
E il procuratore del giovane spagnolo non è l'unico a pensarla così. Al momento, infatti, il marchio che lo segue con maggior insistenza sembra essere la Honda, che potrebbe portarlo direttamente nella squadra ufficiale al posto di Dani Pedrosa (in Moto2, Mir corre con i colori del team satellite di Tokyo, la Marc Vds). Ma anche la Suzuki lo avrebbe adocchiato, con la prospettiva di sostituire Andrea Iannone con un emergente: «Possiamo seguire due strade per la nostra coppia di piloti dell'anno prossimo: possiamo scegliere un pilota esperto, oppure di nuovo un giovane», ha confermato il team manager Davide Brivio. Infine c'è la Ducati, che ha inserito anche lui tra i possibili pretendenti al sellino di Jorge Lorenzo, dato con probabilità sempre maggiore in partenza da Borgo Panigale. È lo stesso Sanchez a confermare le trattative in corso: «Joan vuole passare in MotoGP, ma con una buona moto e un buon team: questo è l'obiettivo. Ma prima dobbiamo chiudere un contratto. Non è facile, perché ci sono dei grndi nomi ancora in gioco, come Jorge, Dani, Andrea e solo poche buone moto a disposizione. L'unica cosa che posso dire è che Honda, Ducati e Suzuki sono molto interessate a lui: il suo nome è praticamente in cima alla lista di tutte e tre queste case. Speriamo di raggiungere un accordo il prima possibile. Le probabilità di vederlo in MotoGP l'anno prossimo sono forse del 90%: le opzioni sono tante, ma finché non ci sarà la firma non è finita».