29 novembre 2020
Aggiornato 02:30
MotoGP | Gran Premio di Francia

Marquez ringrazia la caduta di Dovizioso: «Aveva qualcosa in più»

L'errore del suo rivale numero uno si è trasformato in un grosso regalo per il Cabroncito. Che ha vinto per la terza volta consecutiva e ora ha 36 punti di vantaggio

Marc Marquez sul gradino più alto del podio del GP di Francia di MotoGP a Le Mans
Marc Marquez sul gradino più alto del podio del GP di Francia di MotoGP a Le Mans

LE MANS – E adesso chi lo ferma più? Marc Marquez cala il tris di vittorie consecutive, con il trionfo nel Gran Premio di Francia che, per certi versi, vale ancora di più dei due precedenti ad Austin e Jerez. Dal punto di vista tecnico, perché ottenuto su un circuito come quello di Le Mans in cui la sua Honda non si era mai trovata particolarmente a suo agio. Dal punto di vista storico, perché gli consente di raggiungere quota 38 successi nella classe regina, eguagliando Casey Stoner e sorpassando Mike Hailwood. E dal punto di vista della classifica, perché gli permette di allungare a 36 i punti di vantaggio sul primo dei suoi inseguitori (dopo soli cinque GP!) e addirittura a 49 quelli su Andrea Dovizioso.

Chi cade, chi no
E proprio Desmodovi, come ha ammesso lo stesso Cabroncito, era oggi il suo avversario più temibile: per questo la caduta del forlivese della Ducati al quinto giro ha cambiato in maniera decisiva la storia della sua corsa. «Prima della gara, nel warm up, avevamo girato insieme per qualche tornata e lì avevo capito che io e Dovizioso eravamo alla pari, o addirittura lui aveva qualcosa di più – ammette il campione catalano – Per questo motivo e per via della scelta di gomme forse la sua strategia era quella di spingere dall'inizio. Stava andando più forte del solito: normalmente lui nella fase centrale resta lì per gestire le gomme, prima di tornare a spingere sul finale. Stavolta ha cercato di andare immediatamente in testa perché sapeva che io sarei arrivato una volta portate le gomme alla giusta temperatura. Tenevo d'occhio lui perché era il pilota che aveva tenuto il miglior passo durante il weekend. Quando lui è caduto, per me tutto è diventato più facile, quindi ho cambiato approccio: sono rimasto più calmo e mi sono preso più tempo, perché capivo che la gomma anteriore era critica». Lui stesso, anche oggi, è arrivato vicino a finire per terra, all'ingresso della chicane Dunlop, ma si è prodotto in uno dei suoi soliti salvataggi: «Quando cado è perché qualcuno mi mette sotto pressione, e lo stesso è accaduto anche per lui. Anche io ho avuto un momento di difficoltà alla curva 3, proprio la stessa dove ero caduto nella terza sessione di prove libere. E proprio quella caduta mi ha aiutato a salvarmi in gara: perché da quel momento sono stato sempre più cauto e più rigido in quel punto, il mio gomito era come un bastone. Così, quando ho perso l'anteriore, ho solo puntato il gomito e ho rialzato la moto».

Pneumatici diversi
Alla sua guida esemplare, poi, Magic Marc ha unito anche il coraggio nella scelta tecnica della gomma dietro dura, una decisione controcorrente che lo ha rallentato a inizio gara per poi però favorirlo sul finale. «Sono stato l'unico pilota a scegliere la mescola dura al posteriore, perché stamattina mi ci ero trovato molto bene, e penso che questa sia stata la chiave della mia gara – conferma il sei volte iridato – Sono riuscito a tenere un passo buono e costante. Devo essere contento, perché vivo un momento dolce della relazione tra me e la moto, e questa è la cosa più importante».