14 dicembre 2019
Aggiornato 00:00

Ferrari sfodera le sue armi segrete: specchietti magici e fondo rifatto

Quante novità sulla Rossa di Maranello a Barcellona: gli specchi sono montati sull'halo, mentre il pavimento della vettura presenta due lunghi binari

Gli specchietti montati sull'halo (nel cerchietto) sulla Ferrari di Kimi Raikkonen in pista a Barcellona
Gli specchietti montati sull'halo (nel cerchietto) sulla Ferrari di Kimi Raikkonen in pista a Barcellona Ferrari

BARCELLONA – Vanno bene le safety car, i pit stop, i tentativi di sorpasso più o meno azzardati: insomma, va bene la battaglia in pista, quella più visibile, che va in scena ogni due domeniche in giro per il mondo. Ma, per vincere un campionato del mondo di Formula 1, forse ancor più importante è quella corsa che viene portata avanti quotidianamente, non davanti alle telecamere che la trasmettono in diretta in mondovisione ma nel segreto degli uffici tecnici, non dai piloti ma dagli oscuri ingegneri i cui nomi sono sconosciuti al grande pubblico: la gara dello sviluppo. Sarà questo, probabilmente, l'aspetto decisivo per determinare se la Ferrari riuscirà o meno a portare a casa il suo primo titolo iridato in oltre dieci anni: perché è vero che la SF71H è una macchina nata bene, ma è altrettanto vero che le graduali migliorie applicate di volta in volta dalla Mercedes potrebbero, con il prosieguo della stagione, addirittura ribaltare i valori in campo. Proprio come accadde un anno fa.

Specchi sull'halo
Per questo motivo il Cavallino rampante è fermamente intenzionato a non farsi cogliere impreparato, già a partire dal primo banco di prova, questo fine settimana in Spagna. Perché, mentre le squadre corse erano impegnate nelle lunghe trasferte intercontinentali di inizio campionato, i reparti ingegneristici hanno continuato il loro instancabile lavoro nei quartier generali, i cui frutti verranno applicati sulle monoposto proprio a Barcellona, prima tappa della lunga fase europea della stagione. E così ecco fiorire una grande quantità di inedite soluzioni su tutte le auto, a partire proprio dalla Rossa di Maranello, che ha attirato su se stessa gli occhi di tutto il paddock in particolare per i suoi nuovi «specchietti magici»: attaccati all'halo invece che al telaio, e con in cima una piccola appendice a forma di ricciolo, per ridurre i vortici d'aria e migliorarne l'efficienza aerodinamica.

Binari nel fondo
Questo è solo l'aggiornamento più vistoso, ma non certo l'unico: cambiano anche l'ala anteriore e soprattutto il fondo vettura, più nascosto ma completamente modificato. Ispirato a quello della McLaren ma ancora più estremizzato, presenta due binari, ovvero due lunghe feritoie, che corrono a lato di tutte le pance, con un solo taglio obliquo. L'obiettivo è quello di aumentare la portata d'aria che scorre sotto la macchina e alimenta l'estrattore posteriore, così da far crescere il carico aerodinamico (importantissimo al Montmelò) senza per questo perdere velocità sul rettilineo per colpa della resistenza all'avanzamento. Per ora queste novità hanno colpito per innovazione e originalità, ma funzioneranno anche in pista?