25 settembre 2018
Aggiornato 20:30

Hamilton contrattacca: «Ferrari forte, ma noi di più»

La doppia sconfitta in Australia e in Bahrein non ha demoralizzato il campione del mondo in carica. Che medita il riscatto già per questa domenica a Shanghai

SHANGHAI – Battuto, ma non certo rassegnato. La doppia sconfitta in Australia e in Bahrein e i diciassette punti di ritardo già accumulati dal rivale Sebastian Vettel non fanno piacere a Lewis Hamilton, che però si dice pronto a reagire. E medita il suo riscatto già a partire da questo fine settimana nel Gran Premio di Cina: «Non sono deluso, non sono arrivato qui con questa idea – rilancia il campione del mondo in carica – La Ferrari è stata più aggressiva con la strategia nelle due gare precedenti e ha svolto nel complesso un lavoro migliore del nostro. Hanno una macchina veloce, certo, ma è difficile chi tra noi e loro lo sia di più. C'è una differenza minima».

Pronostici della vigilia
Sulla carta quella di Shanghai promette di essere una pista amica della Mercedes, che da queste parti non perde dall'ormai lontano 2014. Eppure questo inizio di stagione perfetto della Rossa potrebbe anche aver sovvertito i valori tecnici in campo. «Nel 2017 la Ferrari non fu lontana da noi su questa pista – ricorda il pilota anglo-caraibico – Credo che questo fine settimana sarà difficile da battere. Nei rettilinei in queste ultime gare abbiamo visto che hanno una velocità superiore alla nostra e qui abbiamo il dritto più lungo in assoluto, quindi sarà dura prevalere. Sarà interessante capire i punti di forza nostri e loro a seconda delle piste. Conterà essere perfetti in ogni aspetto, anche nella prestazione di entrambi i piloti, visto che finora nessuna squadra è riuscita a centrare una doppietta. So solo che loro sono veloci sia in rettilineo che in curva, ma bisognerà anche vedere come hanno lavorato sull'affidabilità: la strada che ci separa dalla fine della stagione è ancora molto lunga».

Le scuse a Verstappen
Nella conferenza stampa della vigilia, Hamilton ha anche colto l'occasione per scusarsi con Max Verstappen, che aveva definito senza mezzi termini una «testa di c...» dopo il contatto che aveva provocato a Sakhir. «Di solito amo parlare in pista, ma dopo quest'incidente non l'ho fatto – ammette Lewis – Ho rivisto ora Max: essendo io il più vecchio penso sia stato importante andare da lui, stringergli la mano e chiedergli scusa. Di chiunque sia stata la colpa, ormai è passata, e spero che questo mio gesto ci aiuti a voltare pagina e ad andare avanti. Ho grande rispetto per lui, per il suo talento e per il suo potenziale di essere campione: è nella stessa situazione in cui ero io alla sua età, deve solo imparare a gestire la pressione di un top team».